Zambia-Usa, accordo sanitario da 3 miliardi: dati dei pazienti, rame e un testo segreto
Lusaka dice di aver tolto le clausole più controverse. Ma l'intesa non sarà pubblicata. È il modello «America First Global Health Strategy»
Risorse in cambio di dati e campioni di patogeni: una formula firmata da circa 35 Paesi e rifiutata da Ghana e Zimbabwe. Le accuse di neocolonialismo sanitario.
Zambia e Stati Uniti hanno firmato un’intesa sanitaria da tre miliardi di dollari. In un primo tempo Lusaka l’aveva respinta, accusando Washington di voler accedere senza limiti a dati e campioni biologici dei pazienti e di aver legato l’accordo a un accesso privilegiato ai minerali strategici del Paese, tra i primi dieci produttori di rame al mondo. Ora il governo zambiano sostiene che le clausole più problematiche sono state cancellate.
Un testo che nessuno può leggere
Il problema è che il documento non è pubblico, e l’esecutivo non intende renderlo tale, nonostante le organizzazioni della società civile chiedano che passi dall’Assemblea nazionale e sia spiegato ai cittadini.
Il modello americano
L’accordo rientra nella «America First Global Health Strategy», avviata dopo le indicazioni di Donald Trump nel gennaio 2025 e già sottoscritta da circa 35 Paesi. La logica è transazionale: gli Stati Uniti offrono risorse e competenze in cambio di dati sensibili e campioni dei patogeni con maggiore potenziale epidemico, senza obbligo di spiegare come li useranno, e finanziano i progetti solo se i partner si fanno carico di una quota crescente dei costi. Per questo sono arrivate accuse di neocolonialismo sanitario ed estrattivismo, e Paesi come Ghana e Zimbabwe hanno detto no.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Governo dello Zambia
- Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
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