Un Neanderthal ucciso da una lancia di legno 75mila anni fa: il foro nella scapola racconta un’aggressione
Lo studio dell'Università di Cambridge sul nuovo individuo della grotta di Shanidar, in Iraq. Potrebbe essere il più antico caso conosciuto
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Un foro rotondo di circa 15 millimetri nella scapola sinistra, senza segni di guarigione, indica un colpo mortale al torace. Lo stesso individuo era sopravvissuto anni prima a una grave ferita al volto.
Una ferita di 75mila anni fa potrebbe essere la più antica prova di un ominide ucciso da un altro con una lancia di legno. È la conclusione di uno studio pubblicato su Scientific Reports da un gruppo guidato da Emma Pomeroy, dell’Università di Cambridge, che ha analizzato i resti di un Neanderthal chiamato Shanidar A, ritrovato nell’omonima grotta del Kurdistan iracheno.
La ferita
Nella scapola sinistra c’è un foro quasi circolare di circa un centimetro e mezzo. Le analisi al microscopio e la tomografia non mostrano alcun segno di guarigione, e le crepe che partono dal foro indicano che l’osso si è rotto intorno al momento della morte. Un frammento osseo si incastra di nuovo nell’apertura: segno che qualcosa ha attraversato il torace dal davanti verso la schiena. La forma tonda fa pensare a una lancia di legno appuntita più che a una punta di pietra. Il colpo avrebbe raggiunto un polmone e forse grandi vasi sanguigni, causando una morte rapida.
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Omicidio o incidente?
I ricercatori non escludono del tutto un incidente di caccia, ma ritengono più probabile un’aggressione volontaria. Lo stesso individuo, del resto, aveva una storia segnata: un dente anteriore spaccato in due mostra che era sopravvissuto a una grave ferita al volto, forse con l’aiuto del gruppo.
La sepoltura
Il corpo era stato deposto dietro un masso, il primo di almeno cinque Neanderthal sistemati in quello spazio. Una piena improvvisa ha poi portato via gran parte dello scheletro. La grotta di Shanidar era stata scavata negli anni Cinquanta da Ralph Solecki; il gruppo di Cambridge, diretto da Graeme Barker, vi è tornato nel 2015.
Cosa sappiamo
- Il reperto è Shanidar A, dalla grotta di Shanidar in Iraq.
- Il foro nella scapola misura circa 15 millimetri e non mostra guarigione.
- Lo studio è guidato da Emma Pomeroy (Cambridge).
Cosa non sappiamo
- Se si sia trattato di un'aggressione o di un incidente di caccia: l'ipotesi più probabile resta la prima.
Cosa succede ora
Gli scavi nella grotta di Shanidar proseguono con il gruppo di Cambridge.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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