Studenti in piazza in decine di città. Tensioni a Torino, petardi davanti al ministero a Roma
Cortei contro guerra, riarmo e tagli alla scuola. A Torino sassi e idranti in piazza Castello; Valditara: «Teppismo politico»
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Il 16 ottobre gli studenti hanno sfilato da Torino a Cagliari. La maggior parte dei cortei si è svolta senza incidenti, ma a Torino e Roma piccoli gruppi a volto coperto hanno provocato scontri.
Giornata di mobilitazione studentesca il 16 ottobre, con cortei a Torino, Roma, Milano, Bari, Firenze, Genova, Bologna, Cagliari, Mestre, Padova, Treviso e Vicenza. Le piazze chiedevano più fondi per la scuola invece che per le armi, contestavano l’edilizia scolastica in cattive condizioni, il precariato dei docenti, il caro affitti e i recenti decreti del ministero dell’Istruzione.
I numeri
A Roma i partecipanti erano oltre 5mila secondo le forze dell’ordine e 20mila secondo i promotori; a Milano circa 5mila, a Torino oltre 2mila, a Firenze più di 2mila, a Bologna un migliaio. Uno dei collettivi organizzatori ha parlato di 400mila studenti in tutta Italia, una cifra non verificabile.
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Dove ci sono state tensioni
A Torino, in piazza Castello, alcune centinaia di manifestanti col volto coperto hanno lanciato sassi e torce: la polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni, mentre un gruppo di insegnanti si è messo in mezzo tra studenti e agenti. A Roma sono stati lanciati petardi davanti al ministero dell’Istruzione e bombe carta lungo il percorso; a Bologna ci sono stati contatti con la polizia alla stazione. Altrove i cortei sono stati pacifici.
Le reazioni
Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha definito gli autori degli scontri «teppisti», il ministro Giuseppe Valditara ha parlato di «teppismo politico». Le organizzazioni studentesche annunciano un’assemblea nazionale il 23 ottobre e nuove proteste il 30 ottobre, giorno di sciopero generale.
Cosa sappiamo
- Cortei in almeno 12 città.
- A Torino la polizia ha usato idranti e lacrimogeni.
- Prossime date: 23 e 30 ottobre.
Cosa non sappiamo
- Il numero complessivo dei partecipanti: le stime divergono molto.
Cosa succede ora
Il 30 ottobre è previsto uno sciopero generale a cui aderiranno anche gli studenti.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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