Winnicott alla radio: il medico che non voleva dare consigli ai genitori
Le conversazioni alla BBC dello psicoanalista inglese tra fiducia nelle famiglie, il mito della madre sufficientemente buona e un padre quasi assente
Voleva rassicurare, ma molti ascoltatori si sentivano in colpa. Le contraddizioni di un classico dell'educazione.
Gelosia tra fratelli, capricci, l’arrivo di un nuovo adulto in famiglia: sono i problemi di ogni giorno di cui Donald Winnicott parlava con madri e padri negli studi radiofonici della BBC. Ma lo psicoanalista inglese aveva deciso di non fare la parte del maestro.
Ascoltare invece di prescrivere
Winnicott considerava inaccettabile il consiglio pratico dato in astratto, perché non si può conoscere davvero ogni singola situazione. Preferiva commentare quello che sentiva, per aiutare i genitori a rendersi conto delle dinamiche nascoste, valorizzando la loro esperienza e la fiducia tra adulti e bambini. Secondo lui non c’era nulla da insegnare a quei genitori: fare meglio non era pensabile.
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La madre reale
Pur riconoscendo l’enormità del lavoro materno, Winnicott cercava di togliere la maternità dal piedistallo. Legittimava le donne che facevano fatica ad amare del tutto i figli e che provavano ambivalenza o perfino odio, elencando diciassette ragioni possibili per quei sentimenti. Eppure la sua formula più famosa, la madre sufficientemente buona, è finita per diventare un nuovo ideale. Lui stesso ammetteva di aver cercato di non sembrare critico, ma molti gli dicevano di sentirsi cattivi dopo averlo ascoltato.
Il padre in tre righe
Anche se il discorso è rivolto ai genitori, la protagonista è quasi solo la madre. Il padre compare tre volte: desideroso di rendersi utile, ma anche fonte di richieste che tolgono tempo alla moglie. Il contesto tra anni Quaranta e Sessanta, con gli uomini lontani dalla prima infanzia, lo spiega in parte, ma resta un’adesione al maschilismo dell’epoca. Solo più tardi Winnicott scriverà talvolta «ambiente sufficientemente buono» al posto di madre, aprendo ad altre figure di cura.
Istinto e incertezza
Resta una contraddizione di fondo: i genitori farebbero d’istinto un lavoro straordinario, ma senza sapere se stanno facendo la cosa giusta. Una genitorialità insieme naturalmente buona e sempre incerta. È la complessità che Winnicott voleva comunicare, ma così formulata finisce per far prevalere il dubbio sulla fiducia.







