Traumi infantili e cervello: lo studio UCLA su 3.700 risonanze mostra uno sviluppo diverso
Abusi e trascuratezza lasciano tracce diverse, più marcate nelle giovani donne. La ricerca con il consorzio internazionale ENIGMA
Talamo e globo pallido più grandi, cingolato più piccolo: secondo i ricercatori il trauma non ha un effetto unico e fisso nel tempo.
Gli abusi subiti da bambini possono cambiare la traiettoria di sviluppo del cervello. È la conclusione di uno studio dell’UCLA guidato da Haley Wang, ricercatrice post-dottorato in Psichiatria, realizzato con il consorzio internazionale ENIGMA.
Il metodo
I ricercatori hanno analizzato le risonanze magnetiche di 1.389 persone con disturbo da stress post-traumatico o depressione maggiore e di 2.322 volontari sani, raccolte in otto Paesi. Per ciascuna hanno misurato spessore della corteccia, superficie cerebrale e volume delle strutture profonde. Un questionario standard ha permesso di calcolare due punteggi separati: uno per gli abusi (fisici, emotivi, sessuali), uno per la trascuratezza. I dati sono stati confrontati con una «curva di crescita» del cervello tipico.
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Che cosa emerge
Abusi più gravi si associano a volumi maggiori del previsto di talamo e globo pallido, a una porzione più piccola dell’istmo della corteccia cingolata e a una superficie più ampia della corteccia orbitofrontale mediale. Le differenze sono più evidenti nelle giovani donne e spesso persistono anche in età più avanzata.
La trascuratezza ha effetti più limitati: nelle giovani donne riguarda la superficie di alcune zone del cingolo, nei giovani uomini una corteccia temporale media destra più piccola. Per gli autori il risultato smentisce l’idea che il trauma infantile abbia un solo effetto, uguale per tutta la vita.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- UCLA
- Consorzio ENIGMA
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