Teen Star nelle scuole: corsi di educazione affettiva con dati non scientifici e consensi vaghi
L'ente accreditato al ministero dal 2016 presenta i metodi naturali come «efficaci al 98%» e gonfia i rischi del preservativo. Fondi pubblici quasi quadruplicati e 27 scuole raggiunte
Un «Registro delle sensazioni» consegnato solo alle ragazze, genitori avvisati una settimana prima, una quota di 15 euro.
Teen Star è un ente di formazione accreditato presso il ministero dell’Istruzione e del Merito dal 2016. Propone un metodo chiamato Sexuality Teaching in the context of Adult Responsibility, attraverso corsi per tutor che poi insegnano agli studenti. Un’indagine precedente aveva già segnalato il carattere pseudoscientifico delle sue tesi su contraccezione e identità di genere, legate alla morale cattolica. Nuovi documenti e testimonianze allargano il quadro.
Il registro delle ragazze
Tra i materiali spicca un modulo, il Registro delle sensazioni, consegnato in classe solo alle studentesse. Chiede nome ed età e invita a monitorare ogni settimana, per un mese, il proprio muco vaginale, senza spiegarne chiaramente lo scopo. Per Teen Star è uno dei principali metodi contraccettivi naturali. I genitori non avevano ricevuto informazioni dettagliate e alcune ragazze hanno provato disagio.
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I numeri che non tornano
Nei materiali per i tutor i contraccettivi tradizionali sono definiti «artificiali» e associati a conseguenze che la letteratura scientifica non conferma. Per il preservativo si indica un tasso di rottura o scivolamento del 15,1%, mentre gli studi clinici parlano di 0,4-2,3% per la rottura e 0,6-1,3% per lo sfilamento. I metodi naturali, Ogino-Knaus, Billings, temperatura basale, sintotermico, sono presentati come «efficaci al 98%» senza precisare se per concepire o per evitare una gravidanza. Una differenza cruciale: servono a individuare la fase fertile, quindi a programmare una gravidanza, non a prevenirla.
Consenso e trasparenza
Genitori di due istituti raccontano di essere stati avvisati con poco anticipo, in un caso una settimana prima, con riunioni poco partecipate. I moduli di consenso parlavano genericamente di «ritmi biologici» e «strumenti di autovalutazione», senza dire che si raccoglievano dati intimi. In una scuola il corso costava 15 euro, senza che la scelta fosse stata condivisa con le famiglie. In un incontro online un tutor aveva spiegato che non si sarebbe parlato di contraccettivi o aborto ma di «controllo della fertilità» e «celebrazione del concepimento».
Chi c’è dietro
La direttrice internazionale è un’ostetrica-ginecologa che ha fatto parte della Pontificia accademia per la vita tra il 2017 e il 2022 e insegna all’Università Cattolica del Cile e nei corsi per tutor dell’Università Cattolica di Milano. L’associazione si dice laica ma riceve sostegno da organizzazioni antiabortiste. Nel triennio 2023-2025 i fondi pubblici ricevuti sono stati quasi quattro volte quelli del 2019-2022, raggiungendo 27 scuole. Secondo le testimonianze, a lezione si è detto anche che la pornografia «rimpicciolisce il cervello» e sono state mostrate foto di persone seminude chiedendo agli studenti che cosa provassero: pratiche che un’esperta del settore giudica lontane dagli standard condivisi.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Ministero dell'Istruzione e del Merito
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