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domenica 18 Ottobre 2026
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Scienza

Tambora, Samalas, Trappi Siberiani: tre vulcani che hanno cambiato il mondo

La fame dopo il 1815, lo zolfo del 1257 trovato nei ghiacci, l'estinzione di massa di 252 milioni di anni fa: tre modi diversi del pericolo vulcanico

📰Rassegna stampa
Tambora, Samalas, Trappi Siberiani: tre vulcani che hanno cambiato il mondo
Foto di repertorio · This image was taken by the NASA Expedition 20 crew. · Public domain · Wikimedia Commons

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Il 1816 passò alla storia come l'anno senza estate. Ma il peggio era accaduto molto prima.

Tra il 10 e l’11 aprile 1815, sull’isola indonesiana di Sumbawa, il Tambora esplose con un’intensità di livello 7 sulla scala di esplosività vulcanica, con una colonna di oltre 40 chilometri. La montagna, alta probabilmente 4.000 metri, crollò su sé stessa lasciando una caldera larga sei chilometri e una vetta di 2.850. Le stime parlano di oltre 70.000 morti, la maggior parte non per l’esplosione ma nei mesi successivi: colate piroclastiche e ceneri distrussero i raccolti, portando carestie e malattie. L’anidride solforosa salita nella stratosfera formò aerosol che riflettevano il sole, e il 1816 divenne l’anno senza estate, con freddo, piogge e gelate fuori stagione in Europa e Nordamerica.

Il segreto nei ghiacci

Cinque secoli e mezzo prima, sulla vicina Lombok, il Samalas aveva avuto un’eruzione di pari forza, formando la caldera di Segara Anak. Eppure l’evento rimase sconosciuto per secoli. Furono le carote di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide a rivelare un picco anomalo di solfati a metà del XIII secolo. Per identificare il vulcano servirono decenni di lavoro tra depositi, cronache medievali e chimica delle ceneri, fino alla pubblicazione nel 2013. L’eruzione raffreddò varie regioni e causò carestie locali; secondo uno studio su Scientific Reports, liberò abbastanza zolfo e alogeni da poter alterare l’ozono. Non fu però l’unica causa della Piccola era glaciale, cui contribuirono altre eruzioni, il Sole e gli oceani.

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Il vulcanismo che quasi cancellò la vita

Di tutt’altra scala sono i Trappi Siberiani, di 252 milioni di anni fa. Per centinaia di migliaia di anni immense quantità di magma risalirono in superficie, formando colate basaltiche a terrazze spesse anche chilometri, per un volume forse di milioni di chilometri cubi. Il magma, infiltrandosi in strati ricchi di carbone, liberò altri gas serra e sostanze tossiche. Ne seguirono riscaldamento rapido, oceani acidi e poveri di ossigeno, sconvolgimento del ciclo del carbonio. Tutto questo coincise con l’estinzione del Permiano, la più grave della storia della vita, che cancellò gran parte delle specie marine e molte terrestri.

Tre facce del rischio

Per la rivista Futura i tre eventi non formano una classifica ma mostrano tre modi del pericolo vulcanico: la devastazione immediata del Tambora, lo sconvolgimento climatico del Samalas, la trasformazione planetaria degli ecosistemi dei Trappi.

Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

  • Futura, Scientific Reports

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