Riparo Ranaldi, l’unica parete dipinta della preistoria lucana
A Filiano, a 800 metri di quota, una trentina di figure in ocra: cervi, cani, segni geometrici e forme umane su cui gli studiosi discutono da decenni
Scena di caccia, comportamento territoriale dei cervi o Dea Mater? Le interpretazioni si susseguono, e ogni settembre la Sagra del Pecorino celebra anche questo patrimonio.
Nella contrada Carpini di Filiano, in Basilicata, una parete di roccia isolata si alza a circa 800 metri di quota, tra campi coltivati e il torrente Bradanello. È il Riparo Ranaldi, che custodisce le uniche pitture preistoriche conosciute in tutta la regione.
Una scoperta poco raccontata
Il sito fu individuato negli anni Sessanta dall’archeologo Francesco Ranaldi, direttore del Museo Archeologico Provinciale di Potenza dal 1954 al 1988. Per molto tempo rimase poco documentato e la gente del posto lo chiamava, sbagliando, Tuppo dei Sassi. Oggi ci si arriva con una camminata di una ventina di minuti accompagnati da guide, organizzata dal Comune con le associazioni locali.
Pubblicità
Le figure
Su una superficie piccola, 65 centimetri di altezza per 52 di larghezza, ci sono circa trenta disegni in ocra rossastra: cervi, cani, forme geometriche polilobate e a pettine, figure umane stilizzate. Mostrano comunità capaci di trasformare in immagini la vita quotidiana e il rapporto con l’ambiente.
Quattro letture
Gli studiosi non sono d’accordo sul significato. Biancofiore vi riconobbe una scena di caccia legata ai cacciatori-raccoglitori nomadi del tardo Mesolitico. Lo stesso Ranaldi pensò a battute di caccia organizzate, forse accompagnate da riti con valore religioso. Più di recente Edoardo Borzatti von Löwenstern ha letto i cervi come maschi adulti impegnati nel comportamento territoriale tipico della specie, datando le pitture tra il tardo Paleolitico e il Mesolitico, con probabili ritocchi successivi. Nel 2012 Antonio Affuso ha proposto una datazione posteriore all’ultima glaciazione, il Würm, vedendo nella figura umana un richiamo alla Dea Mater delle culture mediterranee ed europee.
Dalla roccia al formaggio
Il riparo resta legato all’identità del territorio. Ogni settembre la Sagra del Pecorino DOP di Filiano celebra insieme il formaggio e il patrimonio preistorico. L’allevamento delle pecore, che secondo le tracce archeologiche ha radici nel Mesolitico, unisce idealmente le prime comunità raffigurate sulla roccia ai pascoli lucani di oggi.







