«Proteggere le persone, non i confini»: le Chiese europee preparano una proposta sull’asilo
A Strasburgo la conferenza della Commissione delle Chiese per i Migranti in Europa, dopo l'entrata in vigore del Patto Ue
Protezione a più livelli, reinsediamento, accoglienza dignitosa e diritti di mobilità: la bozza della task force. «Il problema è la volontà politica».
Le Chiese europee vogliono cambiare prospettiva sulla politica migratoria dell’Unione. A Strasburgo la Commissione delle Chiese per i Migranti in Europa (CCME) ha riunito una conferenza nell’ambito di un percorso avviato a fine 2024, che ha portato alla nascita di una task force. Il riferimento è il Patto sulla migrazione e l’asilo, in vigore da giugno 2026. Per la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia erano presenti Niccolò Parigini e Fiona Kendall.
La bozza
La task force sta scrivendo un documento per sostenere l’azione delle Chiese presso le istituzioni europee. La segretaria esecutiva della CCME, Ana Puljiz, ne ha presentato la bozza: la sfida, sostiene il testo, non è di fattibilità ma di volontà politica e di progettazione del sistema.
I temi
I gruppi di lavoro hanno discusso un sistema di protezione «a più livelli», il rafforzamento del reinsediamento e dei percorsi complementari, investimenti per un’accoglienza dignitosa, più diritti di movimento per chi ottiene protezione, e i nodi aperti dei rimpatri e della dimensione esterna dell’asilo, con attenzione alla protezione nelle regioni di origine. In programma anche visite alla Cimade di Strasburgo, al Casas e alla Maison Protestante de la Solidarité.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- CCME
- Federazione delle Chiese evangeliche in Italia
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