Premio a Francis Halzen, il fisico che ha trasformato il Polo Sud in un telescopio
Dall'evento IceCube-170922A al blazar del 2014, fino alle sorgenti «oscure» come la galassia NGC 1068: l'astronomia dei neutrini
Molti acceleratori cosmici nascondono la loro luce gamma. Il neutrino è l'unico messaggero capace di uscire da quelle regioni e raccontarle.
Il riconoscimento a Francis Halzen premia un’idea che sembrava una contraddizione. Il neutrino è quasi invisibile agli strumenti perché interagisce pochissimo; ma proprio per questo attraversa distanze cosmiche senza essere assorbito o deviato, e porta sulla Terra informazioni da regioni dell’universo che la luce non riesce a superare. Costruire un rivelatore abbastanza grande voleva dire trasformare quel silenzio in ascolto.
Il ghiaccio come telescopio
Al Polo Sud circa un chilometro cubo di ghiaccio, attrezzato con migliaia di sensori, registra i lampi di luce Cherenkov prodotti dalle particelle che nascono quando un neutrino colpisce un nucleo. Non si vedono i neutrini, ma le loro tracce.
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Da dove vengono
Nel 2013 IceCube rivelò il primo flusso di neutrini extraterrestri ad altissima energia. Restava la domanda: chi li produce? Nel 2017 l’evento IceCube-170922A coincise con l’attività di un blazar nella stessa direzione; gli archivi mostrarono poi un eccesso di neutrini dalla stessa sorgente già nel 2014. Forse un piccolo gruppo di blazar molto efficienti alimenta una parte del flusso osservato.
Le sorgenti nascoste
La frontiera, sostenuta dalle ricerche di Halzen, sono gli acceleratori «opachi» ai raggi gamma, che nascondono la loro luce più energetica. Un esempio è NGC 1068, galassia attiva dal nucleo fortemente oscurato: lì il neutrino è l’unico messaggero capace di raccontare direttamente la fisica in gioco.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- IceCube Collaboration
- Università del Wisconsin-Madison
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