Pnrr cultura, il bilancio alla scadenza: musei digitali all’11,6%, efficienza energetica al 63%
Ventuno misure, oltre 3.500 progetti e 2.597 comuni coinvolti. I dati di OpenPolis mostrano velocità molto diverse e una piattaforma ferma a zero
Il capitolo più ricco, 1,46 miliardi per beni pubblici e aree naturali, resta in corso senza tempi chiari. I borghi hanno speso il 26,5%.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza arriva alla scadenza europea, ed è il momento di guardare dove sono finiti i fondi destinati alla cultura. La macchina è grande: 21 misure diverse e oltre 3.500 progetti distribuiti in tutta Italia, con 2.597 comuni che ricevono investimenti diretti.
Dove vanno i soldi
Le risorse si concentrano nelle grandi città d’arte, Roma, Napoli, Matera e Firenze, e in regioni come Lazio, Campania e Sicilia. La cultura beneficia anche in modo indiretto di interventi previsti in altri capitoli, come quelli sui borghi e sull’efficientamento energetico degli edifici pubblici.
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Chi è in ritardo
Secondo i dati della piattaforma OpenPolis, l’avanzamento procede a velocità molto diverse. La digitalizzazione delle collezioni di musei e archivi ha realizzato solo l’11,6% della spesa prevista su 200 milioni. Il capacity building per gli operatori culturali, con 155 milioni stanziati, è al 32,1%. L’infrastruttura digitale per il patrimonio è al 51,1%. Ancora più netto il caso della Piattaforma di accesso integrata della Digital Library, ferma allo 0% delle risorse impegnate. Per le iniziative legate al Giubileo e per il grande piano sui siti del patrimonio i dati sulla spesa effettiva sono ancora parziali.
Chi corre
Va meglio l’efficientamento energetico di musei, cinema e teatri, al 63,1%: uno dei capitoli più avanzati. L’intervento sull’attrattività dei borghi, partito in ritardo, ha usato il 26,5% dei fondi disponibili, un dato che dice molto sulla capacità degli enti locali di spendere.
Il grande punto interrogativo
Il progetto più pesante dal punto di vista economico, 1,46 miliardi per interventi su beni pubblici e aree naturali, risulta ancora in corso, senza comunicazioni dettagliate sui tempi di completamento. Alla scadenza, il quadro è quello di un piano che ha messo in moto molte opere ma che sulla parte digitale, la più innovativa, mostra i ritardi più evidenti.







