Picabia a Palazzo Reale: oltre 170 opere per «aprire le porte della notte»
A Milano la più ampia mostra italiana sull'artista d'avanguardia, curata dalla pronipote Anne Berest Picabia
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Fino al 24 gennaio 2027 un percorso per temi, dall'amore alla danza alla guerra, ripercorre l'opera di uno dei protagonisti del Dada e delle avanguardie del Novecento.
Pittore, poeta, provocatore: Francis Picabia ha attraversato quasi tutte le avanguardie del primo Novecento, dal cubismo al dadaismo, cambiando stile ogni volta che rischiava di diventare prevedibile. Palazzo Reale a Milano gli dedica, dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, la mostra «Picabia. Aprire le porte della notte», presentata come la più completa mai realizzata in Italia.
Una curatrice di famiglia
A curarla è Anne Berest Picabia, pronipote dell’artista e scrittrice, autrice di libri dedicati alla storia della sua famiglia. La mostra è promossa dal Comune di Milano-Cultura e coprodotta da Palazzo Reale e MADEINART.
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Come è costruita
Le opere sono oltre 170, provenienti da musei europei e collezioni internazionali. Il percorso non segue la cronologia: è pensato come un viaggio per temi, tra cui l’amore, la danza e la musica, la guerra. Una scelta che rispecchia il carattere dell’artista, che amava contraddirsi e passare senza preavviso dalla pittura astratta alle immagini prese dalle riviste popolari.
Perché vederla
Picabia è un nome noto agli specialisti ma meno al grande pubblico, eppure molte delle domande che poneva, sull’originalità, sulla copia e sulla libertà dell’artista, restano attuali. La mostra milanese offre l’occasione di vederne insieme le diverse stagioni.
Cosa sappiamo
- Date: dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027.
- Oltre 170 opere da musei e collezioni internazionali.
- Curatrice: Anne Berest Picabia, pronipote dell'artista.
Cosa non sappiamo
- Alcune fonti indicano oltre 150 opere: il numero esatto va verificato sul catalogo.
Cosa succede ora
Biglietti e orari sono disponibili sul sito di Palazzo Reale.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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