Peste polmonare in Siberia, Washington chiede a Mosca di condividere i dati
Al centro la morte di una tecnica di laboratorio di Irkutsk. Trump: «Non crediamo a un'arma biologica, lo scopriremo presto». Il Cremlino smentisce la telefonata
Un passo diplomatico riservato degli Stati Uniti chiede alla Russia il rispetto degli impegni sulla condivisione delle informazioni sanitarie.
Gli Stati Uniti hanno chiesto formalmente alla Russia di spiegare che cosa sta succedendo in Siberia con la peste polmonare. Secondo le fonti si tratta di un passo diplomatico riservato, che sollecita ulteriori informazioni e il rispetto degli impegni internazionali sulla condivisione dei dati sanitari. Il Dipartimento di Stato dice di essere in contatto con altri Paesi per mettere insieme gli elementi disponibili, per ora scarsi.
Il caso di Irkutsk
L’attenzione si concentra sulla morte di Darya Shipilova, tecnica di laboratorio in un istituto siberiano che studia la peste.
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Che cosa dice Trump
Dallo Studio Ovale il presidente americano ha escluso, per ora, l’ipotesi di una fuga da un laboratorio di armi biologiche: «Non crediamo, lo scopriremo presto». Ha però sottolineato che Mosca ha fornito poco e che Washington si aspetta molta più trasparenza, mentre gli esperti americani analizzano quanto disponibile. Trump ha riconosciuto qualche somiglianza con le prime settimane del Covid, quando la Cina fu accusata di reticenza, pur parlando di situazioni molto diverse: allora Pechino, oggi Mosca, hanno entrambe detto di avere tutto sotto controllo.
La telefonata che non c’è
Trump ha detto di voler parlare con Vladimir Putin, forse anche del caso di Irkutsk. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha però smentito che sia fissato un colloquio e ha detto di non sapere nulla della richiesta americana.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
- Cremlino
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