Perché il fascismo seduce ancora: la lettura di Limina
Condannarlo non basta, sostiene la rivista. Con Roberto Esposito, il nazismo appare come biologia applicata: lo Stato come corpo da purificare
Trattarlo come un'aberrazione altrui evita la domanda scomoda su ciò che lo tiene vivo nelle menti.
Simboli, linguaggi e richiami al passato totalitario compaiono sempre più spesso nello spazio pubblico. La risposta più comune resta la condanna morale. Secondo la rivista Limina, però, questo antifascismo di sola esecrazione non basta, perché evita la domanda decisiva: perché una catastrofe storica riconosciuta come tale continua a esercitare un’attrazione inconscia? Il fascismo, sostiene l’articolo, agisce su strati della psiche che la ragione illuminista non raggiunge. Considerarlo un’aberrazione esterna, cosa di altri, permette di non interrogarsi su ciò che ne consente la sopravvivenza nelle menti.
Una rottura radicale
L’analisi distingue il nazismo dallo stalinismo. Quest’ultimo era un’estremizzazione della tradizione moderna di matrice hegeliana e marxista. Il nazismo, invece, rovescia completamente il lessico liberale e democratico. Seguendo il filosofo Roberto Esposito, la rivista lo descrive non come un’ideologia in senso classico, ma come una biologia applicata. Il suo fondamento non è la storia né l’economia, ma la vita biologica; il suo soggetto non è la classe ma la razza; il suo linguaggio è quello della medicina.
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Il corpo dello Stato
L’idea della società come organismo è antica e risale a Platone. Con il nazismo, però, la metafora diventa pratica. Lo Stato tedesco viene pensato come un corpo vivo e malato, da risanare chirurgicamente eliminando ciò che viene classificato come tessuto patologico. Persone con disabilità, minoranze, oppositori politici, ebrei non vengono trattati come avversari, ma come cellule da asportare.
Vita e morte
È questo intreccio indissolubile tra la difesa della vita della razza e la morte inflitta agli altri, secondo Limina, la novità assoluta che il nazismo ha introdotto nel discorso politico moderno. Ed è anche il nucleo profondo della sua fascinazione persistente: una promessa di salute e purezza collettiva che si regge sull’eliminazione di chi non vi rientra. Capire questo meccanismo, conclude l’articolo, è più utile che limitarsi a deprecarlo, perché permette di riconoscerlo quando riaffiora in forme nuove.







