Oro, juta e pvc: a Cinecittà i costumi del cinema raccontano le «Mani d’oro» degli artigiani
Dagli accessori de «Il diavolo veste Prada 2» alla tunica di Anthony Hopkins in «Those About To Die», fino ai costumi di Danilo Donati per Pasolini
Il nuovo allestimento di Cinecittà si mostra ripercorre cinquant'anni di sperimentazione sui materiali, tra Pikkio, Tirelli Trappetti e la Sartoria Farani.
Cinecittà si mostra ha un nuovo allestimento: «Mani d’oro». Il titolo rende omaggio a costumisti e artigiani capaci di trasformare la materia nelle creazioni più sorprendenti, e il percorso ripercorre oltre cinquant’anni di sperimentazione tra cinema, moda e artigianato italiano, ragionando sul ruolo dei materiali nel costume di scena.
L’oro di Miranda
Il metallo prezioso domina la collezione di accessori e «architetture da indossare» usati dalla costumista Molly Rogers per «Il diavolo veste Prada 2». Vengono dal repertorio di Pikkio, azienda italiana di monili per cinema, teatro e alta moda: catene, ricami tridimensionali, applicazioni dorate e perle che fanno del gioiello la struttura stessa dell’abito. Le stesse creazioni hanno ispirato le scene girate durante la Milano Fashion Week, dove per Lady Gaga la costumista ha scelto un copricapo a cuore firmato da Simone Picchio, con una cascata di strass.
Imperatori e Pasolini
Hanno rifiniture d’oro anche gli abiti di Tirelli Trappetti per «Those About To Die», la serie Prime Video girata a Cinecittà con Anthony Hopkins nei panni di Vespasiano: in mostra la sua tunica bianca e l’abito celeste di Gabriella Pession. Per il centenario della nascita di Danilo Donati sono esposti tre costumi dai film di Pier Paolo Pasolini realizzati dalla Sartoria Farani: lane grezze, juta e bottoni a campanello per «Il Decameron», con Silvana Mangano, e una pellanda da «I racconti di Canterbury».







