Metropole di Taormina, il lusso che nasce da sette secoli di pietre
Monastero trecentesco, palazzo nobiliare, locanda, poi l'abbandono e la rinascita: l'albergo indipendente punta su 25 stanze tutte diverse
Una tradizione vuole che un anello d'oro del tempio di Giove Serapide sia ancora nascosto nelle fondamenta.
L’edificio che ospita il Metropole di Taormina è un archivio di epoche sovrapposte: un monastero del Trecento, una residenza aristocratica del Settecento, una locanda dell’Ottocento, quarant’anni di abbandono e infine il recupero nel 2010. Nei corridoi si incontrano colonne di origine romana, frammenti dorici, finestre medievali aperte sul mare. Non sono reperti da museo ma la sostanza stessa del soggiorno. La direttrice generale lo riassume così: l’ospite, camminando tra pietre del XIV secolo, entra in una storia viva. Un racconto che non nasce dal marketing, ma dalla conoscenza profonda del palazzo.
Restare indipendenti
In un mercato dominato dalle grandi catene, il Metropole è rimasto un albergo indipendente. Significa libertà nell’organizzare gli spazi e la possibilità di conservare un’identità propria. Il servizio non segue formule standard ma nasce dall’ascolto delle abitudini di ciascun ospite, e si esprime in tempo, riservatezza e cura dei dettagli. Le venticinque tra camere e suite hanno misure, forme e atmosfere diverse, conseguenza naturale della struttura storica. Le dimensioni ridotte permettono un rapporto diretto tra personale e clienti. Il lusso, qui, è sottile e misurato.
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La nuova proprietà
Nel 2024 l’albergo è passato a una nuova proprietà siciliana, impegnata nella tutela del patrimonio alberghiero di Taormina, che ha scelto la gestione diretta. Tra il 2025 e il 2026 hall, bar e ristorante sono stati rinnovati con un linguaggio contemporaneo che non cancella il carattere storico: toni mediterranei e geometrie moderne dialogano con le murature antiche e con il panorama sul mare.
Che cosa cerca il viaggiatore
Per la direzione, chi sceglie il lusso oggi cerca profondità, identità e autenticità. La formula boutique è sempre più richiesta perché permette un’accoglienza personale e rapporti sinceri, difficili da trovare altrove. A Taormina storia e paesaggio non sono negoziabili.
Il tesoro nelle fondamenta
Nel Settecento il palazzo custodiva la collezione archeologica di Biagio De Spuches, studioso e giurista. Una tradizione locale racconta che un anello d’oro proveniente dal tempio di Giove Serapide, un tempo parte di quella raccolta, riposi ancora nascosto sotto l’edificio.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Hotel Metropole Taormina
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