Menti brillanti, corpi goffi: le due facce dell’intelligenza artificiale
Venti chatbot interrogati su voto, pena di morte e modelli di vita danno risposte diverse anche tra versioni dello stesso sistema. Intanto i robot umanoidi restano fragili
Nessuno ha votato Trump, quasi tutti preferiscono Gandhi ai miliardari della tecnologia. Ma le opinioni delle macchine nascono da scelte di addestramento opache.
Che opinioni ha un’intelligenza artificiale? Il Civic AI Security Program ha provato a scoprirlo sottoponendo circa venti sistemi alle stesse domande su temi politici e sociali. Il risultato mette in luce un punto cruciale: il modo in cui un modello viene addestrato, i dati che usa e le regole che gli vengono imposte modellano il repertorio di valori che esprime. Le risposte, spesso accolte come oracoli dallo stile impeccabile, sono in realtà il deposito di decisioni prese in modo poco trasparente durante l’addestramento.
Le risposte che sorprendono
Alla domanda su come avrebbero votato alle presidenziali statunitensi del 2024, nessun sistema ha scelto Trump; la maggioranza ha indicato Harris, pochi altri candidati simbolici. Più della direzione politica colpisce un altro dato: versioni diverse dello stesso modello rispondono in modo diverso, come se le opinioni cambiassero a ogni aggiornamento. Sulla pena di morte, nove sistemi su venti si sono detti favorevoli nei casi di colpevolezza certa: un segnale di come temi eticamente controversi possano essere normalizzati dalle scelte di addestramento. Tra imprenditori della tecnologia e Gandhi, quasi tutti hanno preferito Gandhi, tranne due versioni di Grok che hanno scelto Elon Musk e una di DeepSeek che ha indicato Dario Amodei.
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Il corpo che non regge
Nello stesso periodo uno studio su Nature ha fatto il punto sui robot umanoidi per l’industria. I progressi sono reali: componenti meno costosi, algoritmi migliori, percezione più avanzata. Ma i limiti restano pesanti: durata delle batterie, coordinazione dei movimenti fini, sicurezza accanto alle persone, capacità di adattarsi ad ambienti non strutturati. In pratica questi robot funzionano ancora come strumenti guidati da operatori umani. Alcune aziende cinesi e americane annunciano produzioni su larga scala, ma l’uso resta limitato a compiti ripetitivi e controllati, lontano dall’autonomia promessa dalla fantascienza.
Cartesio rovesciato
Ne esce un’immagine squilibrata: una mente sofisticatissima, capace di manipolare enormi masse di dati simbolici, e un’esperienza del corpo ancora povera e instabile. Come osserva La Sapere, la frattura ricorda la distinzione cartesiana tra res cogitans e res extensa: un intelletto ipertrofico chiuso in un corpo primitivo. L’IA di oggi assomiglia a un sistema capace di deliberare con raffinatezza ma non ancora di agire davvero nel mondo fisico.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Civic AI Security Program, Nature
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