La luce in scena: una light designer e un fisico per scrivere la voce di AteatroPedia
Raffaella Vitiello, nominata agli Ubu 2024, dialoga con Paolo Di Trapani dell'Insubria, inventore di lucernari che imitano il cielo. Modera Oliviero Ponte di Pino
Da Strehler a Wilson e Castellucci, chi disegna le luci non è un tecnico ma un autore dello spettacolo.
A teatro la luce non si limita a illuminare. Rende visibile ciò che altrimenti resterebbe nascosto, modella corpi e volti, trasforma ogni elemento dello spazio in un personaggio. Grandi registi come Giorgio Strehler, Robert Wilson e Romeo Castellucci hanno costruito una parte della propria identità proprio sull’uso consapevole e innovativo della luce. Chi la progetta, quindi, non è un semplice esecutore ma un autore che contribuisce al senso dello spettacolo.
L’arte e la fisica allo stesso tavolo
Per esplorare questo territorio la rivista Ateatro organizza un confronto insolito. Da una parte Raffaella Vitiello, light designer con una formazione in illuminotecnica, cresciuta nel circuito indipendente romano e candidata ai premi Ubu 2024 per il suo lavoro su Il grande vuoto. Dall’altra Paolo Di Trapani, fisico ordinario all’Università dell’Insubria, specialista di modellizzazione. Di Trapani ha fondato un’azienda tecnologica che produce lucernari artificiali capaci di riprodurre in modo indistinguibile la luce naturale del cielo e del sole: un punto d’incontro perfetto tra ricerca scientifica e applicazioni nel mondo del visibile.
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Due linguaggi, una materia
Il dialogo mette a confronto due modi di conoscere la stessa sostanza. Il fisico la studia, la misura, la modella; la light designer la usa per costruire emozioni e significati. Entrambi, in fondo, lavorano su come la luce cambia la percezione di uno spazio e di chi lo abita, che sia un palcoscenico o una stanza illuminata da un cielo artificiale.
Un’enciclopedia partecipata
L’incontro, moderato da Oliviero Ponte di Pino, servirà a scrivere la voce dedicata alla luce di AteatroPedia, l’enciclopedia partecipata dello spettacolo nata dalla collaborazione tra il mondo della cultura e la ricerca universitaria. Un progetto che punta a costruire archivi e racconti collettivi intorno alle pratiche della scena contemporanea, dando voce a chi di solito lavora dietro le quinte.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Ateatro, Università dell'Insubria
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