La Fondation Beyeler si moltiplica: tre edifici di Zumthor tra alberi secolari
A Riehen, accanto al museo di Renzo Piano, nascono il Wyss Museum, l'Ammann Pavilion e l'Erlen Torhaus. Il parco diventa gratuito e la mostra Constellations apre il nuovo corso
Collezione raddoppiata, visitatori decuplicati: la risposta non è un grande volume ma uno spazio diffuso dove ognuno compone la propria visita.
Dall’apertura la Fondation Beyeler non ha mai smesso di crescere. La collezione è passata da 180 a circa 400 opere e i visitatori si sono moltiplicati per dieci, fino a superare i duecentomila in un anno. La sede progettata da Renzo Piano non bastava più. Ma come ampliarla senza tradirne l’identità?
Tre edifici invece di uno
Peter Zumthor ha scelto di non costruire un unico grande volume. Ha distribuito le funzioni in tre edifici indipendenti, salvando gli alberi secolari del sito, condizione posta dal Comune, e lasciando al museo di Piano il ruolo di protagonista. Il Wyss Museum aggiunge 1.500 metri quadrati di gallerie su tre livelli, con una pianta a Y disegnata per rispettare un ginkgo biloba, una sequoia e alcuni platani storici; le grandi vetrate fanno del giardino una presenza costante nelle sale. L’Ammann Pavilion, in vetro e rovere, ha 250 posti per musica e incontri. L’Erlen Torhaus ospita uffici e servizi tecnici, collegato al museo da un passaggio sotterraneo.
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Un museo da comporre
Il parco è aperto gratuitamente, anche a chi non visita le mostre. In un’ex serra si possono ascoltare oltre duemila vinili, gli Ammann Atelier offrono laboratori e attività didattiche e uno spazio indipendente, il Folly, è riservato alle sperimentazioni. Il percorso non è più lineare: ognuno combina mostra, passeggiata, concerto o workshop come preferisce.
Le sculture nel verde
Con l’acquisizione dell’Erlengarten, giardino ottocentesco di Jean-François Caillat con alberi antichi, prati, zone selvatiche e specchi d’acqua, l’area verde è quasi raddoppiata. Vi sono disseminate opere di Calder, Holzer, Kelly, Bourgeois e Huyghe. Spiccano la Maman di Louise Bourgeois, in vista di una sua retrospettiva, e l’Exomind di Huyghe, una figura con la testa-alveare abitata da api. C’è anche un intervento permanente di nebbia di Nakaya.
Constellations
La mostra inaugurale lega i tre nuclei. Al piano terra le Ninfee di Monet dialogano con Horn, Nkanga, Tillmans e Huyghe sul tema della natura; al piano superiore la figura umana con Ernst, Magritte, Miró e Picasso; all’ultimo, in luce diffusa, le astrazioni di Martin, Twombly, Newman e Marden con una scultura di Brancusi. Il percorso continua nella sede storica, con riallestimenti stagionali che rendono la collezione un organismo vivo.







