L’Odissea di Nolan divide: un Ulisse che non trova pace a Itaca
Tagli ai Feaci, una Circe ridotta e una strage dei pretendenti da film d'azione. Ma anche un eroe segnato dalla colpa e una fotografia e una musica lodate da tutti
Odisseo riparte con Penelope invece di regnare: il ritorno non guarisce le ferite. E l'industria, dopo i supereroi, scopre l'epica classica.
L’Odissea di Christopher Nolan è un film che divide. La prima cosa che salta agli occhi è quanto la struttura del poema sia stata ridotta e cambiata. Interi episodi spariscono o vengono reinventati: i Feaci sono eliminati e sostituiti da una nuova minaccia legata a Calipso, la Telemachia e i momenti di riconoscimento familiare sono alterati. Per i critici l’obiettivo è accelerare il ritmo, ma il prezzo è la perdita di ricchezza rispetto all’originale. Circe, da figura seducente e pericolosa, diventa una presenza marginale.
Una strage alla americana
L’uccisione dei pretendenti è l’esempio più evidente dell’adattamento contemporaneo: lo scontro finale diventa una sequenza d’azione tipica del cinema americano, lontana dalla misura del testo antico. Anche le figure femminili, nel complesso, perdono la profondità psicologica che hanno nel poema.
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L’eroe della colpa
Chi difende il film ne vede il cuore in una rilettura dell’eroe. Ulisse non è un vincitore trionfante, ma un uomo segnato dai fallimenti e dalle conseguenze della sua intelligenza usata in modo disastroso. Nolan insisterebbe sul rifiuto della violenza e della guerra. Il finale lo conferma: invece di tornare tranquillamente al potere, Odisseo riparte con Penelope, consapevole del prezzo umano delle sue imprese. Arrivare a destinazione non porta pace: Itaca non è più il luogo della restituzione, ma una tappa che non chiude le ferite.
Immagini e suoni
Sul piano tecnico il giudizio è unanime: la fotografia di Hoyte van Hoytema, la colonna sonora di Ludwig Göransson e gli effetti speciali sono eccellenti. Memorabile l’isola delle sirene, avvolta in nebbie che ricordano la pittura di paesaggio del Settecento romantico.
Dopo i supereroi, Omero
Sorprende anche l’uscita estiva, stagione che di solito non ospita produzioni così importanti: un segnale di possibilità diverse per le sale. E il film segna una tendenza: esauriti i miti dei fumetti e del fantasy, Hollywood guarda all’epica classica, con risultati ancora incerti. Un’ultima chiave di lettura riguarda i popoli del mare, simbolo di una civiltà al tramonto che Nolan sembra accostare al declino di oggi. La memoria, affidata al canto antico o al cinema, diventa resistenza all’oblio.







