L’Italia delle 51 giornate nazionali: Mattarella invita a fermare la corsa
Venti istituite nell'attuale legislatura. In Parlamento aspettano le proposte per la giornata del panettone, dei dialetti e della scrittura a mano
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Dallo spreco alimentare al Braille, dal dono agli alberi: le ricorrenze fissate per legge sono ormai 51. Il presidente della Repubblica ha chiesto di frenarne la moltiplicazione.
Il calendario italiano si sta riempiendo di giornate nazionali. Sono 51 quelle istituite per legge, e 36 sono nate nelle ultime tre legislature, di cui 20 in quella attuale. Un ritmo che ha spinto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a richiamare il Parlamento, invitandolo a frenare la proliferazione di nuove ricorrenze.
Quali sono
Alcune sono molto conosciute, altre quasi ignote. Il 5 febbraio è la giornata contro lo spreco alimentare, il 21 febbraio quella del Braille, il 4 ottobre il Giorno del dono, il 24 ottobre la giornata dello spettacolo, il 21 novembre quella degli alberi.
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Quelle in arrivo
Nelle commissioni parlamentari restano ferme diverse altre proposte: una giornata del panettone italiano, una dell’ecospiritualità, una dedicata ai dialetti e alle lingue locali, una alla scrittura a mano (con un’intera settimana), e ancora giornate sul silenzio, sulle botteghe storiche, sul patrimonio caseario e sulla sartoria tradizionale.
Il senso del richiamo
Ogni giornata nasce con l’intento di dare visibilità a un tema, ma il moltiplicarsi delle ricorrenze rischia di togliere significato a tutte. Il richiamo del Quirinale invita a usare questo strumento con più parsimonia.
Cosa sappiamo
- Le giornate nazionali sono 51.
- 20 sono state istituite nell'attuale legislatura.
- Molte altre proposte sono ferme in commissione.
Cosa non sappiamo
- Se il Parlamento cambierà approccio sulle proposte già presentate.
Cosa succede ora
Le proposte ferme in commissione dovranno ora fare i conti con il richiamo del Quirinale.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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