Keith Haring a Palazzo Braschi: 140 opere e un viaggio che comincia in Italia
Napoli 1983, Milano, Roma e il «Tuttomondo» di Pisa. I disegni nella metropolitana, la serie «Icons» e i poster contro apartheid e Aids
La retrospettiva romana mostra che il linguaggio di Haring non nasce solo nella New York degli anni Ottanta. «L'arte non è propaganda: deve liberare l'anima».
Oltre 140 opere, molte dalla più importante collezione al mondo dedicata all’artista: la retrospettiva su Keith Haring a Palazzo Braschi, a Roma, sceglie di partire dall’Italia. Nel 1983 Haring espone a Napoli, interviene nei negozi milanesi, dipinge a Roma e realizza a Pisa il celebre murale «Tuttomondo». Il suo linguaggio, suggerisce la mostra, non è figlio solo della New York degli anni Ottanta ma di un dialogo internazionale continuo.
Un artista senza confini
Disegni, sculture, stampe, pannelli a spray, oggetti quotidiani trasformati in tela: Haring non sta dentro una disciplina. La sua ricerca nasce dalla tensione tra strada e museo, cultura di massa e sistema dell’arte, impegno civile e piacere dello sguardo.
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La metropolitana
I Subway Drawings sono la sua dichiarazione più pura: figure tracciate col gesso bianco sugli spazi pubblicitari vuoti della metropolitana di New York, destinate a durare poco. Nessuna galleria, nessun biglietto: solo passeggeri che si fermano, ignorano, discutono. La stessa logica guida i pannelli lungo la FDR Drive (1984) e perfino una moto Yamaha dipinta durante un soggiorno romano.
Un alfabeto per tutti
Il Bambino Radiante, il Cane, l’Angelo, i corpi che ballano, i cuori: segni raccolti nella serie Icons del 1990 come parole di una lingua compiuta, comprensibili senza competenze. Dietro la leggerezza, i temi duri: i poster Free South Africa, Crack Down!, Safe Sex! contro apartheid, razzismo, guerra nucleare e Aids. «Non credo che l’arte sia propaganda: deve liberare l’anima», disse nel 1985. Chiudono il percorso le opere fluorescenti in luce nera, legate alla notte, alla musica e ai club.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Palazzo Braschi - Museo di Roma
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