Jack Scinardo, il compositore che ascolta prima di scrivere
Chitarra, violoncello, orchestra ed elettronica: il musicista palermitano cerca nel film ciò che l'immagine nasconde e affida al silenzio un ruolo da protagonista
Dal premio di Samsa a La Sicilia nel Cinema 2025 all'album personale Un posto nel mondo, uscito ad agosto 2026.
Prima di comporre per un film, Jack Scinardo non cerca il personaggio o la trama, ma la sensazione complessiva che l’opera vuole trasmettere. E si chiede che cosa il cinema debba fargli vedere e che cosa debba fargli sentire, scegliendo con cura quando far intervenire la musica e quando lasciare che sia il silenzio a parlare.
Una formazione a strati
Il suo percorso non segue una sola strada. Comincia con la chitarra da bambino, passa per il violoncello e l’esperienza in orchestra, arriva alla musica elettronica e ai corsi di post-produzione cinematografica. Si laurea con lode in Musica Elettronica al Conservatorio Scarlatti di Palermo e completa un master in Musica per Film di Creuza de Mà con il Centro Sperimentale di Cinematografia. Per lui queste tappe non sono separate ma convivono: la chitarra gli ha dato un rapporto fisico con il suono, il violoncello il respiro e il peso di una singola nota, l’orchestra il senso delle relazioni tra le parti. L’elettronica è insieme rottura ed estensione: permette di trattare il suono come materia da trasformare. Il suo tratto distintivo è proprio il dialogo, quando un arco vero entra in conversazione con l’elaborazione elettronica.
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Dare voce all’invisibile
Il compito del compositore, secondo Scinardo, non è sottolineare ciò che si vede già, ma far emergere gli strati emotivi che l’immagine tiene nascosti: fragilità, tensioni sotterranee, ricordi affiorati a metà. Il progetto Samsa, premiato al festival La Sicilia nel Cinema nel 2025, è stato decisivo non tanto per il riconoscimento quanto per aver consolidato questo metodo.
Eredità senza imitazione
Scinardo riconosce i suoi maestri, Rota, Morricone, Piovani, Bacalov, ma li rispetta non copiandoli. Ha firmato musiche per corti, documentari e lungometraggi come Ciurè, Allontanarsi dalla linea, Dietro la curva, AGIA, Sinatritude e Gridare agli anni luce. Ad agosto 2026 è uscito il suo progetto personale Un posto nel mondo, che intreccia strumenti acustici ed elettronica intorno a una domanda autobiografica: quale spazio artistico sentiamo di abitare.
Servire senza sparire
Mettersi al servizio del film, spiega, non significa rinunciare alla propria voce, ma trovare il canale per farla dialogare con quella del regista, fino a scoprire qualcosa che forse nemmeno lui aveva ancora detto. L’equilibrio è raggiunto quando la musica smette di essere un elemento a sé e diventa inseparabile dalle immagini, riconoscibile senza rubare la scena.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- La Sicilia nel Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia
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