Il Ragazzo morso da un ramarro arriva a Porto Ercole, dove Caravaggio approdò in fuga
Nella chiesa di Sant'Erasmo una versione che alcuni studiosi ritengono il prototipo autografo: una lacrima sulla palpebra la distingue da quelle di Londra e Firenze
Per il curatore Pierluigi Carofano l'opera è passione, Eros e Thanatos. Per Pietro Folena racconta la fragilità degli adolescenti.
Un ragazzo con una rosa tra i capelli allunga la mano verso la frutta e all’improvviso un ramarro sbuca e lo morde. Nel Ragazzo morso da un ramarro Caravaggio blocca l’istante in cui il piacere diventa dolore. La rosa allude al desiderio e alla bellezza, la caraffa e i frutti mostrano un’osservazione minuziosa del reale. Più della scena conta il passaggio: un attimo di godimento che si rovescia in sofferenza, una meditazione sulla fragilità umana.
Eros e Thanatos
Per Pierluigi Carofano, curatore scientifico dell’esposizione, il quadro «rappresenta la passione, Eros e Thanatos», e Caravaggio vi avrebbe impresso anche «un valore fortemente religioso». Sotto un soggetto apparentemente semplice si nascondono temi universali e spirituali.
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Gli anni romani
La tela appartiene alla fase di formazione a Roma, quando il pittore costruisce il linguaggio che cambierà la pittura del suo tempo. La realtà entra nei quadri senza filtri: volti concreti, frutta con i suoi difetti, luce che colpisce i corpi con forza drammatica. Le fonti del Seicento ricordano l’opera e Roberto Longhi la studiò nel 1958.
Gli indizi di un originale
La versione esposta a Porto Ercole presenta dettagli tecnici rivelatori: preparazione bruna, uso della tecnica a risparmio, ripensamenti visibili sulle dita della mano sinistra. Soprattutto una lacrima sulla palpebra inferiore, il colore del ramarro e le tinte della rosa la distinguono dalle versioni di Londra e Firenze. Per questo studiosi come Sergio Rossi ed Emilio Negro la considerano il possibile prototipo autografo.
Una chiesa e un ultimo viaggio
Il dipinto è esposto nella chiesa di Sant’Erasmo, nel Borgo Antico. Il luogo aggiunge significato: unisce il giovane Caravaggio che inventava il suo linguaggio all’artista maturo che nel 1610 approdò su questa costa in fuga. Pietro Folena, presidente dell’Associazione MetaMorfosi che organizza l’iniziativa, sottolinea il tema della vulnerabilità: «È il trionfo della narrazione della fragilità dei ragazzi, dell’adolescenza». Un ragazzo colto nel momento in cui la sicurezza lascia il posto alla paura.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Associazione MetaMorfosi
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