Fondovalle, un ragazzo dell’Imperiese nel supermercato delle parole
Il romanzo parte dal realismo di una vocazione contrastata e si trasforma in un'allegoria alla Swift, popolata di figure della cultura italiana
Vertigini, allergie, mal di mare: il corpo dice no a ogni mestiere, ma lui vuole scrivere delle sue valli.
Il protagonista di Fondovalle viene dall’entroterra di Imperia, figlio di contadini, e ha un desiderio semplice e difficile insieme: raccontare le sue valli e la vita che vi scorre. Trovare un lavoro, però, è un’impresa. Il corpo lo tradisce a ogni tentativo, tra vertigini, allergie e mal di mare. Si rivolge a uno scrittore sperando quasi di essere dissuaso, ma non molla: è convinto che tradurre e raccontare siano mestieri manuali nobili quanto gli altri.
Il giro del mondo
Il ragazzo viaggia in Francia, Svizzera, Olanda, Spagna e America Latina, impara lingue e raccoglie spunti. L’autore costruisce questa parte come una serie di incontri formativi. Il più importante è quello con il custode cileno di un campeggio, un personaggio che sembra uscito da un racconto di Bolaño, che gli dà un consiglio assurdo: tornare a casa e cercare lavoro in un misterioso «supermercato delle parole». Ormai adulto, lui accetta.
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Un labirinto di allusioni
Da metà libro il realismo lascia il posto all’allegoria. I modelli evocati sono Swift, John Bunyan e soprattutto il capitolo infernale dell’Adán Buenosayres di Leopoldo Marechal. Il supermercato è insieme interporto, salone del libro e centro commerciale, ed è affollato di personaggi della cultura italiana di oggi: alcuni nominati, altri riconoscibili dietro allusioni trasparenti. Tiziano Scarpa e il suo editore veneziano compaiono attraverso il titolo di un loro libro; altre figure rimandano a poeti famosi e uomini di Stato.
Un gioco per il lettore
La recensione indica come vertice estetico l’immagine della campagna «timbrata dalla grandine», esempio di una prosa in cui ogni figura accumula significati. Il lettore finisce a caccia di rimandi, e la lettura diventa un esercizio di riconoscimento. Anche l’apparizione della stagista Caterina Rolgaten, con un gesto che richiama un racconto giovanile dell’autore, conferma un libro intessuto di echi della sua opera precedente.







