Distributori a secco al Sud, blocchi dei camionisti: il governo convoca l’autotrasporto
In Puglia, Calabria e Basilicata molte stazioni sono senza carburante. Il tavolo al ministero è fissato per il 27 ottobre, le associazioni chiedono di anticiparlo
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Con il gasolio aumentato di oltre 50 centesimi al litro, gli autotrasportatori protestano con blocchi spontanei. Nel Foggiano e tra Cosenza e Catanzaro molti distributori hanno finito le scorte.
Nel Mezzogiorno la crisi dei carburanti è diventata visibile. Tra Puglia, Calabria e Basilicata molti distributori sono rimasti senza gasolio e benzina, con lunghe code alle stazioni ancora aperte. Nel Foggiano quasi tutti gli impianti risultano esauriti, mentre a Cosenza e Catanzaro la maggior parte delle stazioni ha finito le scorte.
Perché succede
A pesare sono due fattori: i blocchi stradali avviati in modo autonomo da gruppi di autotrasportatori in Puglia, con proteste annunciate in Calabria dal 16 ottobre e poi in Sicilia, e lo sciopero alla raffineria di Taranto, che ha reso più difficile la distribuzione. Secondo il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, dall’inizio della guerra il gasolio è aumentato di più di 50 centesimi al litro; i fondi stanziati a maggio contro il caro gasolio, aggiunge, non sono ancora arrivati.
La convocazione
Il governo ha fissato un tavolo con le associazioni al ministero dei Trasporti per il 27 ottobre. Conftrasporto e Unatras chiedono però un incontro immediato: Russo ha parlato di proteste «spontanee», nate dalla disperazione delle imprese, e ha minacciato un fermo nazionale. Anche Confindustria Puglia avverte che molte aziende rischiano di fermarsi per mancanza di carburante.
Cosa sappiamo
- Distributori esauriti in Puglia, Calabria e Basilicata.
- Il gasolio è salito di oltre 50 centesimi dall'inizio della guerra.
- Tavolo al ministero dei Trasporti il 27 ottobre.
Cosa non sappiamo
- Quando tornerà regolare la distribuzione nelle zone più colpite.
Cosa succede ora
Le associazioni chiedono di anticipare l'incontro con il governo e minacciano un fermo nazionale.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
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