Dall’Odissea muta del 1911 a Nolan: l’Italia e Omero al cinema
Da Bertolini a Kirk Douglas, dallo sceneggiato di Franco Rossi a Itaca di Uberto Pasolini. Il nuovo film è girato tutto in IMAX 70mm, ma nessuna sala italiana può proiettarlo
«Un film è e resta un film»: i puristi storceranno il naso, ma lo spettacolo chiede lo schermo più grande possibile.
L’Italia ha una lunga tradizione di Odissee al cinema. Nel 1911 uscirono L’Odissea di Bertolini, Padovan e De Liguoro e La caduta di Troia di Pastrone e Borgnetto. Nel 1954 arrivò il film in Technicolor con Kirk Douglas e Silvana Mangano. Lo sceneggiato televisivo del 1968 di Franco Rossi, introdotto dai versi di Giuseppe Ungaretti, è ricordato come una delle versioni più fedeli al poema. Fuori dall’Italia, ci sono la miniserie del 1997 di Andrej Končalovskij e il recente Itaca – Il ritorno di Uberto Pasolini, del 2024.
Un reduce, non un astuto
Christopher Nolan non ripropone l’eroe dell’inganno. Il suo Ulisse, interpretato da Matt Damon, è devastato dalla guerra: un reduce che cerca sollievo negli stupefacenti e nella compagnia di Calipso (Charlize Theron), in un ritorno che è un viaggio dentro il trauma. È una svolta per un regista che di solito racconta i personaggi in modo più cerebrale e distaccato.
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Il cast
Samantha Morton è Circe, Anne Hathaway Penelope, Tom Holland un Telemaco fragile, Robert Pattinson il pretendente Antinoo. Eumeo non è solo il porcaro fedele ma è anche cieco come Tiresia. Zendaya è Atena, Lupita Nyong’o Elena. Il film si apre con un cameo di Travis Scott nei panni di un aedo che annuncia la storia.
Lo stile di sempre
Nolan resta riconoscibile: linee temporali spezzate, montaggio alternato che lega il ritorno di Ulisse alla ricerca di Telemaco, il cavallo di Troia come simbolo ricorrente, simmetrie, primi piani su oggetti e grandi campi aerei sui paesaggi. La fotografia è di Hoyte van Hoytema, alla quinta collaborazione; la musica ossessiva di Ludwig Göransson. Tra le sequenze più forti, la distruzione di Troia e lo scontro con i Lestrigoni. I puristi non apprezzeranno le molte licenze, ma, nota la recensione, un film è e resta un film.
Il formato introvabile
Nolan ha girato tutto in IMAX 70mm, formato analogico mai usato prima per un film di questa portata. In Italia, però, nessuna sala è in grado di proiettarlo: l’esperienza piena resta fuori portata per il pubblico italiano.







