Corea del Sud, salvati 70 cani da un allevamento: l’ultimo grande intervento prima del divieto
L'operazione di Humane World for Animals a Gangjin. La legge vieta l'intera filiera della carne di cane, dall'allevamento alla vendita
Animali cresciuti isolati, senza contatto con le persone. Per l'organizzazione è la fine di un percorso durato dieci anni tra salvataggi e trattative con le istituzioni.
Settanta cani tolti da un allevamento di Gangjin, in Corea del Sud, poco prima che il divieto della carne di cane diventi pienamente operativo. L’intervento è stato guidato da Humane World for Animals, il nuovo nome di Humane Society International. Gli animali vivevano isolati, senza alcun contatto umano; ora sono al sicuro. Per l’organizzazione è l’ultima operazione di questo tipo su larga scala nel Paese.
Un settore che chiude
Il divieto non è parziale: riguarda tutta la filiera, dall’allevamento al commercio. Per decenni questa attività si è mossa in una zona grigia del diritto. Settanta cani, ammettono gli attivisti, non cambiano da soli il quadro; ma segnano il momento in cui una lunga storia si avvia alla conclusione.
Due strade insieme
In Corea l’organizzazione ha lavorato su due fronti. Da una parte i salvataggi, che attirano l’attenzione e documentano le condizioni degli animali; dall’altra il confronto con le autorità per ottenere cambiamenti stabili. In dieci anni ha condotto decine di operazioni e campagne, con un obiettivo dichiarato: arrivare al giorno in cui interventi come quello di Gangjin non servano più.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Humane World for Animals
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