Cercare la vita su Marte partendo dalle scogliere della Scozia
Il Goddard Instrument Field Team della Nasa studia a Clachtoll le rocce di Stoer, nate 1,2 miliardi di anni fa in ambienti simili ai laghi marziani
Aiuteranno a capire se le reduction spots viste da Perseverance nel cratere Jezero sono tracce biologiche o semplice chimica.
Per capire Marte, a volte, bisogna andare in Scozia. Nelle Highlands affiorano le rocce della formazione di Stoer, vecchie di circa 1,2 miliardi di anni. Conservano tracce di vita microbica antica e si sono formate in ambienti molto simili ai fiumi e ai laghi che un tempo esistevano sul pianeta rosso. Per il Goddard Instrument Field Team della Nasa la zona di Clachtoll è un laboratorio naturale senza paragoni.
Lavorare con le maree
La spedizione ha dovuto fare i conti con la costa: maree tra i tre e i quattro metri e mezzo lasciavano scoperte le rocce solo per brevi finestre di tempo. I ricercatori hanno percorso spiagge e scogliere con strumenti portatili che analizzano sul posto la composizione chimica e mineralogica, osservando intanto l’ambiente per ricostruire le condizioni originarie. I campioni più interessanti sono stati poi portati in laboratorio.
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Le macchie di Jezero
Il motivo di tanto interesse è nel cratere Jezero, dove il rover Perseverance ha individuato delle reduction spots: zone alterate da reazioni chimiche che, in certi casi, potrebbero essere legate a processi biologici antichi. Ma alterazioni simili possono nascere anche senza alcuna forma di vita, per pura geochimica. Studiando come i microbi hanno effettivamente cambiato la chimica delle rocce di Stoer, gli scienziati possono capire quali segnali indicano davvero la vita e quali si spiegano con la sola chimica inorganica.
Verso i campioni marziani
Le analisi sul campo sono state solo una prima selezione. Ora tocca ad apparecchiature sofisticate, impossibili da portare in spiaggia, estrarre dettagli dalle tracce conservate nei minerali. I risultati serviranno a interpretare i dati che arrivano da Marte, ad aiutare le prossime missioni a scegliere dove mandare i rover e a preparare la comunità scientifica all’eventuale analisi di materiale raccolto direttamente sul pianeta.







