Batman e il calendario che non finisce mai: rileggere «Io sono» di Tom King
La trilogia che aprì il rilancio Rebirth: Calendar Man comprime le stagioni in una settimana e Bruce scopre che ogni rinascita è una finzione
Dopo «Visione», lo sceneggiatore firmò in esclusiva con DC. Una storia lontana dai toni consueti, chiusa da un'immagine: Alfred e un frutto che non si stacca.
Dopo il successo di «Visione» e una breve parentesi in Marvel nel 2016, Tom King firmò un contratto in esclusiva con DC e diventò lo sceneggiatore regolare di Batman per il rilancio di Rebirth. La sua trilogia d’apertura, «Io sono», è lontana dai toni abituali del Pipistrello e chiede una lettura più profonda.
Una rinascita che non esiste
Secondo l’analisi di Lo Spazio Bianco, il primo albo mostra che nel fumetto ogni rinascita è, in fondo, una finzione. Il cattivo è Calendar Man, ossessionato dal ritorno ciclico del tempo, che comprime l’alternarsi delle stagioni in una sola settimana. Tocca come sempre al Crociato Incappucciato salvare Gotham. Il ripetersi delle stagioni diventa la metafora della vita di Batman: combattere i cattivi, contare sugli alleati, rialzarsi dopo ogni sconfitta.
Ricominciare
Come il padre, il chirurgo Thomas Wayne, Bruce non può sconfiggere il male una volta per tutte: può solo combatterlo ogni volta che torna. E King si chiede se sia ancora possibile scrivere storie nuove di supereroi in un mondo che resta sempre uguale. La risposta forse sta nella prima e nell’ultima immagine: Alfred che nel giardino di Villa Wayne prova a cogliere un frutto che non si stacca, e che alla fine torna nello stesso punto con quel frutto in mano.







