Auronzo, Antorno, Misurina: i laghi dolomitici d’autunno da fare con calma
Sei chilometri piani attorno al lago di Auronzo, mezzo chilometro per vedere le Tre Cime nell'acqua di Antorno e una ciclabile di 22 chilometri lungo l'Ansiei
Settembre e ottobre sono ancora buoni per i rifugi, ma conviene chiamare prima. In autunno la montagna restituisce lo spazio che l'estate toglie.
Con il cambio di stagione cambiano il paesaggio e il modo di attraversarlo. Nelle Dolomiti Bellunesi l’autunno trasforma i laghi alpini in specchi dorati e invita a rallentare.
L’anello di Auronzo
Il lago di Auronzo si gira su un anello di sterrato battuto di circa sei chilometri, pianeggiante e senza difficoltà tecniche. Qui fermarsi conta quanto camminare. Il ponte di Transacqua, con le sue bandiere colorate, e una passerella di legno che si allunga sull’acqua sono pause naturali; la diga di Santa Caterina chiude il giro con la sua presenza imponente.
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Le Tre Cime nell’acqua
Più raccolto il lago di Antorno, a 1.866 metri. Basta mezzo chilometro a piedi per arrivare a un’inquadratura speciale: le Tre Cime riflesse nell’acqua. Due mete diverse che hanno in comune la stessa promessa: nessuno sforzo particolare, molto da guardare.
In bici lungo l’Ansiei
Chi ha tempo può collegare i laghi in bicicletta. La ciclabile misura quasi 22 chilometri su fondo sterrato, con un dislivello affrontabile anche con la pedalata assistita, e segue il corso del torrente Ansiei attraverso piccoli paesi. Rastrelliere, tavoli coperti e panchine punteggiano il percorso, così che la velocità diventa secondaria rispetto al paesaggio. Nel tratto centrale la Foresta di Somadida cambia l’atmosfera: gli alberi si fanno alti, la pendenza cresce e il territorio si svela poco a poco. All’arrivo, il lago di Misurina, si può proseguire oppure tornare indietro sullo stesso tracciato, con un rientro più agevole.
Telefonare prima
Settembre e ottobre sono ancora mesi buoni per raggiungere i rifugi della zona, ma l’avvicinarsi dell’inverno porta chiusure anticipate. Meglio sentire prima i gestori, per non trovare la porta chiusa in quota.
Una montagna senza fretta
Le Dolomiti Bellunesi rappresentano un modo di frequentare la montagna che preferisce lo spazio alla folla e il ritmo personale alla competizione. In autunno è evidente: niente fretta, niente affollamento. I sentieri restituiscono ciò che l’estate di solito porta via, una relazione diretta con il paesaggio.







