Acqua piovana per lo sciacquone: otto olandesi su dieci la vorrebbero nelle case nuove
Un sondaggio Ipsos I&O per Heijmans: il 91% accetterebbe due impianti separati. All'aeroporto di Eindhoven si risparmiano 1,5 milioni di litri l'anno
Oggi un olandese usa 118 litri di acqua potabile al giorno; metà degli intervistati pensa di poter scendere a 50. Restano ostacoli tecnici e normativi.
Perché usare acqua potabile per tirare lo sciacquone? Nei Paesi Bassi la domanda ha una risposta netta: otto persone su dieci vorrebbero nelle nuove abitazioni un impianto che raccolga l’acqua piovana e la porti, con una rete separata, al WC e magari al giardino. Lo rileva un’indagine di Ipsos I&O commissionata dall’impresa edile Heijmans. Il 91% non avrebbe problemi ad avere due sistemi di tubature distinti, mentre per bere, cucinare e lavarsi l’acqua potabile resta irrinunciabile.
Quanto si consuma
Oggi un abitante dei Paesi Bassi usa in media 118 litri di acqua potabile al giorno. La metà degli intervistati ritiene di poter scendere fino a 50, e l’86% si dice pronto a cambiare abitudini per consumare meno.
Un esempio già in funzione
All’aeroporto di Eindhoven Heijmans ha costruito un bacino da 320mila litri per raccogliere la pioggia: quella usata nei bagni dovrebbe far risparmiare circa 1,5 milioni di litri di acqua potabile l’anno. Per rendere obbligatori questi impianti nelle case nuove, però, vanno risolti nodi tecnici, economici e normativi, a partire dalla garanzia che acqua piovana e potabile non entrino mai in contatto.







