Dlucio, dal negozio di barbiere di Vila Kennedy al rap carioca
Nella favela nata con i soldi di Kennedy, dove c'è una copia della Statua della Libertà, un ragazzo unisce trap e bossa nova per raccontare il suo quartiere
Si definisce cantante di trap e love song, e vuole lottare per i suoi sogni, qualunque siano.
La storia di Vila Kennedy comincia negli anni Sessanta, quando il presidente americano finanziò la costruzione di un intero quartiere nella periferia di Rio de Janeiro, diventato simbolo dell’influenza statunitense. Ancora oggi vi si trova una copia in bronzo della Statua della Libertà. Ma l’identità vera del luogo non sta nei monumenti: sta nella musica. Le strade portano i nomi di musicisti celebri, e da questa favela sono nati generi e movimenti che hanno segnato la cultura brasiliana.
Il barbiere e il beat
Dlucio è un esempio di come l’arte possa cambiare una traiettoria. Fino a pochi anni prima del 2026 faceva il barbiere: tagliava capelli e radeva barbe senza immaginare altro. La svolta arrivò quando un suo cliente, Delano, artista di punta del nuovo funk brasiliano, lo invitò a improvvisare su una base. Da lì si aprirono le porte della crew guidata da Orochi, figura dominante del rap di Rio con milioni di ascoltatori.
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La realtà della gente
Nel brano Realidade de Povo Dlucio tiene insieme critica sociale e affetto per la sua comunità. Il videoclip, girato nel quartiere, mostra le contraddizioni della vita di ogni giorno: barbecue improvvisati accanto a momenti di tenerezza, strade rovinate e legami umani sinceri. Secondo la rivista, è una rappresentazione senza filtri della favela, sospesa tra la durezza materiale e la forza delle relazioni.
La samba sotto la trap
La sua musica unisce la trap alla bossa nova, figlia diretta della samba. Non è un caso: la samba è il filo che lega tutte le musiche nate nelle periferie brasiliane, dal funk da ballo degli anni Ottanta al rap di oggi. La lentezza della sua trap conserva quell’ancoraggio ritmico e mette in dialogo passato e presente.
Un’ambizione con radici
Dlucio si definisce cantante di trap e love song, e dice di voler lottare per i propri sogni, qualunque siano. Per chi viene dalla scarsità non è retorica, è la descrizione di ogni giorno. Il suo racconto della favela è anche un autoritratto: un grande sorriso tra le pareti blu di una stanza piena di crepe. Come l’arbusto spinoso da cui le favelas prendono il nome, che cresce sulle terre più difficili.







