Abruzzo, quindici borghi si raccontano per non spopolarsi
Dal Guerriero di Capestrano al fiume Tirino, i Paesi Narranti costruiscono con ogni visitatore un itinerario su misura tra natura, chiese romaniche e olio
Il Tirino, tra i fiumi più puliti d'Europa, nasce da sorgenti che scorrono sottoterra per venticinque chilometri.
La Valle del Tirino, a circa 350 metri di quota, è il punto di partenza simbolico di questa rinascita. Nel 1934 lo scavo di una necropoli vicino a Capestrano riportò alla luce il Guerriero di Capestrano, statua in calcare del VI secolo a.C., prova di una civiltà raffinata insediata qui duemilacinquecento anni fa. Intorno a quel ritrovamento si organizza oggi tutto il racconto del territorio. L’originale è al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti, ma Capestrano ha commissionato all’artista Luigi D’Alimonte una copia in pietra della Maiella, per mantenere vivo il legame con il proprio simbolo.
Una rete contro lo spopolamento
Il progetto dei Paesi Narranti unisce 15 comunità dentro il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in tre aree: Valle del Tirino, Terre della Baronia e Altopiano di Navelli. Qui, racconta la rivista, non ci sono pacchetti preconfezionati: ogni visitatore costruisce con la cooperativa un itinerario personale, tra escursioni, incontri con gli abitanti e assaggi di prodotti locali. La visita diventa un’occasione di ascolto e partecipazione, un dialogo con chi ci vive invece di un consumo passivo dei luoghi.
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Il fiume e le chiese
Il Tirino è uno dei fulcri dell’offerta. Considerato tra i fiumi più puliti d’Europa, è alimentato da sorgenti che scorrono sottoterra per venticinque chilometri prima di emergere, e regala acque di una limpidezza rara. In canoa si osserva da vicino l’ecosistema fluviale. Accanto c’è il patrimonio religioso: San Pietro ad Oratorium, convento romanico dell’XI secolo, e San Pietro in Criptis, chiesa rupestre medievale, testimoniano il ruolo spirituale della valle nel Medioevo e una maestria che si legge nei bassorilievi, nelle colonne, nell’uso della luce.
I saperi che trattengono
Aziende familiari come Nonno Tullio di Ofena, specializzata in olio extravergine, traducono il racconto in economia concreta, con degustazioni guidate che spiegano il legame tra terreno, metodo e identità. Il progetto riconosce nei saperi agricoli e artigiani tramandati di generazione in generazione un patrimonio immateriale che tiene in vita la comunità, e una ragione per restare.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Paesi Narranti, Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo
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