Fortuny, il segreto delle pieghe che nessuno ha mai svelato
Pittore, fotografo e inventore arrivato a Venezia da Granada, creò il Delphos e una manifattura alla Giudecca che lavora ancora a mano
Il Delphos liberò le donne dal corsetto: lo indossarono la Duse e Isadora Duncan, lo raccontò Proust.
Mariano Fortuny y Madrazo arrivò a Venezia da Granada non come semplice artigiano, ma come intellettuale a tutto tondo: pittore, fotografo, scenografo, inventore. Nel corso della vita registrò oltre venti brevetti, dall’illuminazione alla stampa. Scelse come casa e laboratorio Palazzo Pesaro degli Orfei, trasformato in un luogo di sperimentazione continua. Al suo fianco la moglie Henriette Negrin partecipò attivamente allo sviluppo delle tecniche, in un modello in cui mente e mani dialogavano senza sosta.
Addio al corsetto
All’inizio del Novecento il corpo femminile era ancora stretto nei corsetti. Fortuny immaginò un abito completamente diverso: il Delphos, una veste di seta ispirata ai pepli greci e romani, comoda e fluida. Brevettato nel 1909, conquistò artiste come Eleonora Duse e Isadora Duncan, e Marcel Proust ne celebrò la bellezza nelle sue pagine. Visto oggi, sorprende quanto anticipasse un’idea moderna dell’abbigliamento, in cui la libertà di movimento conta più della struttura rigida.
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Il mistero della plissettatura
Il valore tecnico del Delphos stava nella plissettatura: centinaia di pieghe permanenti ed elastiche che tengono la forma per decenni. Fortuny brevettò il procedimento, ma il metodo completo non fu mai rivelato. Gli artigiani della manifattura se lo tramandano ancora oggi di generazione in generazione senza esaurirne i segreti. Come riuscisse a ottenerla, osserva la fonte, resta uno dei grandi misteri della storia della moda. E proprio quel non detto alimenta la leggenda del marchio.
Una fabbrica fuori dal tempo
Nel 1922, per far fronte alla domanda internazionale, Fortuny aprì una manifattura alla Giudecca. Il fatto raro è che quello stesso stabilimento è ancora in attività. Molte lavorazioni restano manuali e le tecniche originali si imparano facendo. In un’epoca di produzione veloce e seriale è un’anomalia voluta: il suo valore sta proprio nel non essersi industrializzata del tutto.
Dalla moda agli interni
Se gli abiti hanno fondato la fama di Fortuny, i tessuti l’hanno portata nell’arredamento. Cotoni stampati, velluti e sete hanno vestito palazzi aristocratici, alberghi, musei ed edifici storici in Europa e in America, e vengono ancora scelti per restauri e progetti di alto livello. Ogni metro racconta un equilibrio raro tra ricerca formale e mestiere.







