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domenica 18 Ottobre 2026
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Mosca e Hollywood: la tesi di Endoxa sull’infiltrazione sovietica

Secondo la rivista Stalin vedeva nel cinema un'arma per plasmare le coscienze. Mises e Billingsley spiegano perché gli artisti erano ricettivi

📰Rassegna stampa
Mosca e Hollywood: la tesi di Endoxa sull’infiltrazione sovietica
Foto di repertorio · University of Southern California Libraries and California Historical Society · CC0 · Wikimedia Commons

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In una città di solitudini, il partito offriva amicizie prestigiose e la sensazione di essere intellettuali superiori.

I dirigenti sovietici capirono presto il potere del cinema. Secondo la rivista Endoxa, Stalin non lo considerava solo un’arte ma uno strumento per modellare le coscienze e orientare i comportamenti di massa. Questa convinzione, documentata in un discorso del 1936 del Commissariato per la cinematografia, avrebbe spinto Mosca a investire risorse notevoli per penetrare nell’industria di Hollywood. La rivista descrive una strategia di lungo periodo: dall’apertura di strutture consolari a San Francisco al finanziamento sistematico del Partito comunista degli Stati Uniti, fino a costruire una rete complessa nella capitale mondiale dello spettacolo.

Il paradosso degli artisti

Perché attori, registi e sceneggiatori erano così sensibili alle idee comuniste? Endoxa cita l’economista Ludwig von Mises, che vedeva un paradosso: professionisti ben pagati e socialmente affermati mostravano un’avversione spiccata per il sistema che li aveva arricchiti. La spiegazione, in questa lettura, sta nella precarietà del mestiere artistico. Il favore del pubblico è volubile. Chi produce beni essenziali può contare su consumi stabili, mentre l’artista teme di essere dimenticato, perché nulla annoia il pubblico come i divertimenti che conosce già.

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L’attrazione del gruppo

Attraverso lo studioso Lloyd Billingsley, la rivista descrive anche un reclutamento psicologicamente raffinato. In una città dove i nuovi arrivati restavano spesso soli, il movimento offriva integrazione, frequentazioni prestigiose e l’idea di appartenere a un’élite intellettuale. In un ambiente in cui la distinzione culturale valeva molto, l’adesione dava status. Coesione sociale, prospettive romantiche e riconoscimento come pensatori: una combinazione che portò a molte adesioni, spesso prive di solide basi teoriche.

La regia da Mosca

Secondo la ricostruzione, la struttura era centralizzata: per circa venticinque anni Stalin avrebbe guidato la politica del comunismo americano con finanziamenti generosi e una supervisione costante. A metà degli anni Trenta Los Angeles ospitava una delle organizzazioni di partito più solide del Paese. È la premessa, nella lettura della rivista, della lunga stagione di scontro ideologico che avrebbe poi investito l’industria del cinema americano.

Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

  • Endoxa

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