Da YouTube alle sale: Curry Barker e Kane Parsons, registi nati in rete
Un horror da 800 dollari, comicità straniante e montaggio da social; poi A24 scommette sulle Backrooms e sugli spazi liminali
Il pubblico arriva già educato: milioni di spettatori conoscono il linguaggio dei loro video.
Curry Barker, classe 1999, e Kane Parsons, classe 2005, non sono passati dalle scuole di cinema. Si sono formati su internet. Barker ha lasciato l’università per fondare con un amico il canale That’s a bad idea; Parsons ha costruito da adolescente una comunità fedele intorno ai suoi esperimenti su YouTube. Per entrambi la piattaforma non è uno strumento di promozione arrivato dopo: è la base del loro linguaggio visivo e della sensibilità che portano nei film per le sale.
L’horror da 800 dollari
Il primo lungometraggio di Barker, Milk & Serial, è costato appena 800 dollari. Interamente in stile found footage, trasforma l’idea dello scherzo estremo in una spirale horror. La critica ne ha riconosciuto il valore, e il film gli ha aperto la strada verso budget più alti.
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Obsession e la dissonanza
In Obsession la cultura digitale si fa più raffinata. Dentro un impianto horror classico Barker inserisce una comicità straniante e distaccata, tipica dei nativi digitali, che produce un disagio voluto. L’orrore si sovrappone al banale: una possessione demoniaca durante la preparazione del pranzo, una crisi esistenziale gestita con la noia di un reclamo al servizio clienti. Anche il montaggio tradisce l’origine: niente pause, dialoghi sovrapposti, ritmo frenetico. È la grammatica dei social dentro un film. Quando il protagonista Bear chiede a Nikki, tenuta prigioniera da un incantesimo, se stare con lui sia davvero così brutto, la battuta condensa la violenza invisibile della manipolazione affettiva.
Le Backrooms
Parsons parte da un’idea più concettuale. I suoi cortometraggi virali mescolavano animazione 3D, effetti visivi e un’estetica ispirata alle creepypasta nate su 4chan. Le Backrooms non sono un mostro ma uno stato mentale, uno smarrimento senza confini. Quando A24 ha deciso di finanziarne il film, il rischio era alto: a differenza di Slender Man (2018), qui non c’è una figura riconoscibile. Ma Parsons porta con sé milioni di spettatori che capiscono d’istinto il linguaggio degli spazi liminali, i luoghi di transizione abbandonati dalla modernità.
Un cambio di sistema
Questi casi indicano che l’intrattenimento di massa nasce in modo nuovo: comunità online, sensibilità generazionali e linguaggi delle piattaforme diventano motori economici primari, non più marginali.







