Eremi e abbazie nella roccia: le Marche di Romualdo e Silvestro
Da Valdicastro a Grottafucile, da Santa Maria infra Saxa a San Vittore alle Chiuse, un itinerario nella spiritualità medievale
All'Eremo dell'Acquarella, nel 1529, i Cappuccini scrissero le loro prime costituzioni.
Grotte, luoghi raccolti, lontananza dalle città: per eremiti e monaci dell’alto Medioevo questa zona delle Marche era il posto ideale per la contemplazione. La regione accolse il monachesimo già dal VII secolo, con i primi insediamenti benedettini. Due riformatori della vita monastica vi lasciarono un segno profondo: Romualdo, nato a Ravenna, e Silvestro Guzzolini, nato a Osimo.
Romualdo a Valdicastro
Il nome di Romualdo è legato all’Abbazia di San Salvatore di Valdicastro, dove, secondo il biografo Pier Damiani, fece costruire celle per sé e per i discepoli. Vi tornò più volte, anche poco prima di morire nel 1027 nella vicina cella di San Biagiolo. Lungo le vie dei pellegrini, l’abbazia ebbe grande peso religioso e civile fino al Trecento, quando guerre ed epidemie ne avviarono il declino. Oggi conserva una cripta con trentacinque colonne e un museo con pezzi eccezionali, dal Cofanetto Scoto-Irlandese dell’VIII secolo a codici biblici altomedievali.
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Silvestro nella grotta
Silvestro lasciò studi e incarichi ecclesiastici e intorno al 1227 si ritirò a Grottafucile, in una caverna affacciata sulla gola. La sua solitudine attirò presto altri religiosi: le cavità divennero celle e davanti nacque un cortile con un pozzo. La comunità crebbe tanto da richiedere una nuova sede, l’Abbazia di Monte Fano, dove Silvestro visse fino al 1267.
Chiese dentro la montagna
Santa Maria infra Saxa, monastero benedettino femminile documentato dal 1029, è forse l’esempio più suggestivo: la roccia entra a far parte della cappella. Poco lontano il Tempio del Valadier, costruito nel 1828 per volere del papa, custodisce opere di pregio legate alla scultura canoviana.
Pietra, cavalieri e frati
San Vittore alle Chiuse, presso Genga, documentata dal 1007 e al culmine nel XIII secolo, mostra la maestria romanica nella pietra calcarea e la doppia vocazione dei monaci: preghiera e controllo del territorio. La chiesa di Sant’Ansovino unisce radici longobarde, legami templari e leggende di tesori nascosti mai confermati, con una lastra a simboli cavallereschi in facciata e affreschi tardomedievali. All’Eremo dell’Acquarella, nel 1529, si tenne il primo capitolo generale dei Cappuccini, che vi scrissero le costituzioni.







