Deforestazione, il regolamento europeo che segue il caffè fino al campo
Con l'EUDR chi vende cacao, soia, olio di palma, legno o carne bovina dovrà provare con satelliti e GPS che non viene da terre disboscate
Ogni minuto il pianeta perde foreste pari a dieci campi da calcio. Dal 30 dicembre 2026 l'Europa chiude la porta ai prodotti responsabili.
Le foreste coprono il 30 per cento delle terre emerse e non sono un semplice sfondo. Secondo Ambiente d’Italia ospitano la gran parte della biodiversità del pianeta, forniscono acqua potabile, materie prime rinnovabili, stabilità dei suoli e protezione dagli eventi estremi. Danno lavoro a decine di milioni di persone, dal legno al turismo, e assorbono grandi quantità di anidride carbonica: in Europa catturano il 10 per cento delle emissioni del continente. Eppure ogni minuto scompare una superficie boscata pari a dieci campi da calcio. La causa principale è l’espansione agricola: l’olio di palma pesa per il 35 per cento della deforestazione legata ai consumi europei, la soia per il 33.
Prima, solo regole a metà
Fino a oggi l’Unione non aveva una norma unica capace di tenere fuori dal mercato i beni che distruggono le foreste. C’erano regole frammentate e impegni volontari. Il Regolamento Legno (EUTR) riguardava solo il legname e vietava soltanto quello di provenienza illegale; soia, palma, caffè, cacao e carne bovina restavano fuori. Le aziende potevano aderire a codici di condotta, ma nessuno le obbligava a dimostrare con dati geografici che le loro forniture fossero a deforestazione zero.
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Cosa prevede l’EUDR
L’EUDR è presentato come la prima legge di questo tipo al mondo. Copre bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno, oltre a molti derivati: cioccolato, mobili, carta stampata, prodotti per l’igiene. Le imprese devono risalire fino all’appezzamento d’origine con immagini satellitari e coordinate GPS, per certificare che non ci siano stati disboscamenti recenti o degrado del suolo. Un sistema informativo centrale raccoglie i dati, e una classificazione assegna a ogni Paese un livello di rischio che determina l’intensità dei controlli. Sono previste sanzioni, e la tutela dei diritti umani nelle filiere entra nel perimetro delle verifiche.
Una strada a ostacoli
Approvato nel maggio 2023, il regolamento è slittato più volte. Nel dicembre 2024 il Consiglio ha rinviato di un anno l’entrata in vigore, riconoscendo le difficoltà di imprese e amministrazioni. Nel dicembre 2025 Consiglio e Parlamento hanno semplificato la due diligence e fissato l’applicazione al 30 dicembre 2026, con sei mesi in più per micro e piccole imprese. L’EUDR si inserisce nella Strategia forestale al 2030, nel Green Deal, nella Strategia sulla biodiversità e nel Regolamento sul ripristino della natura del 2024.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Ambiente d'Italia, Consiglio dell'Unione europea, Parlamento europeo
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