Toscana d’acqua: quattro mete fresche per l’estate
Una pozza smeraldo sulle Apuane, una ghiacciaia dell'Appennino pistoiese, il parco di San Rossore e l'acquedotto di Colognole
Tra il Settecento e il primo Novecento il ghiaccio della Valle del Reno partiva per le città come un lusso.
Quando il caldo si fa pesante, la Toscana offre rifugi legati all’acqua che spesso sfuggono ai circuiti turistici. Quattro esempi, dalla montagna alla costa.
Il Pozzo della Madonna
Sulle Alpi Apuane, partendo da Seravezza, si raggiunge con poco dislivello il Pozzo della Madonna: una cascata che riempie una vasca color smeraldo, dalle acque limpide, circondata da ciottoli di marmo bianco. Il sentiero richiede poco meno di un’ora, attraversa il bosco e supera un torrente saltando sui massi. L’ambiente resta fresco anche in pieno agosto, ma l’acqua è gelida e serve sempre prudenza.
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La ghiacciaia della Madonnina
Nella Valle del Reno, sull’Appennino pistoiese, sopravvivono le tracce di un’economia scomparsa. Tra il Settecento e l’inizio del Novecento, d’inverno si ricavava il ghiaccio da laghetti artificiali, lo si conservava in costruzioni in muratura e poi lo si spediva verso le città come merce di lusso. La Ghiacciaia della Madonnina, tra le meglio conservate, si raggiunge con un anello di circa 13 chilometri tra castagneti e piccoli borghi, costeggiando canali, sorgenti e villaggi che raccontano quanto la vita della valle dipendesse dall’acqua.
San Rossore
Sulla costa, il Parco di San Rossore unisce storia e natura. I luoghi medievali legati agli ordini religiosi divennero con i Medici tenute agricole dove si diffusero i pini domestici. L’assetto attuale risale al 1979, quando l’accesso fu regolato per proteggere boschi e zone umide. Un breve anello permette di scoprire farnie, carpini e pioppi e di affacciarsi da osservatori sulle aree dove la fauna trova rifugio nelle diverse stagioni.
L’acquedotto di Colognole
Sulle colline alle spalle di Livorno, l’Acquedotto Leopoldino di Colognole è un’opera settecentesca che unisce funzione idraulica e paesaggio. È uno dei tanti esempi toscani di architettura dell’acqua che meriterebbero più attenzione.







