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domenica 18 Ottobre 2026
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Sport

Ella Maillart, dalla vela olimpica alle steppe dell’Asia

Velista ai Giochi di Parigi 1924, sciatrice ai primi Mondiali, fondatrice di un club di hockey femminile: poi reporter e fotografa. A Losanna la mostra Photographic Encounters

📰Rassegna stampa
Ella Maillart, dalla vela olimpica alle steppe dell’Asia
Foto di repertorio · MHM55 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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La formazione atletica fu la base del suo modo di viaggiare e documentare: avvicinarsi alle persone, testimoniare un continente che cambiava.

Prima di diventare una delle grandi viaggiatrici del Novecento, Ella Maillart (1903-1997) fu una sportiva di primo piano. Rappresentò la Svizzera nella vela alle Olimpiadi di Parigi del 1924, partecipò ai primi campionati mondiali di sci alpino tra il 1931 e il 1934 e fondò a Ginevra uno dei primi club di hockey su prato femminile. Questa formazione atletica fu il terreno su cui costruì il suo modo di fare reportage: si considerava prima di tutto una reporter, chiamata a testimoniare la realtà con più linguaggi. Il viaggio era per lei una ricerca fisica e spirituale, un modo per capire il mondo e se stessa.

La fotografia come incontro

Fotografa autodidatta, non usò mai l’obiettivo per osservare da lontano. La sua passione nasceva dai racconti di esploratori come Marco Polo e Alexandra David-Néel, che avevano nutrito fin da ragazza la sua vocazione nomade. Sul campo sceglieva inquadrature frontali e ravvicinate, cercando un contatto diretto con le persone: la macchina fotografica diventava un modo per avviare un dialogo e conquistare fiducia. Un tratto distintivo del suo lavoro è il ritratto delle donne come protagoniste attive della vita sociale, domestica, artigianale e professionale, frutto della curiosità antropologica e della consapevolezza di essere una donna occidentale in regioni dove le europee arrivavano raramente.

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L’Asia in trasformazione

L’interesse per l’Asia nacque con il primo grande viaggio in Unione Sovietica nel 1930: sei mesi tra Mosca e il Caucaso, dove scoprì le comunità nomadi. Il libro che ne trasse ebbe successo e le mostrò che poteva vivere raccontando i suoi viaggi. Nel 1932 attraversò il Turkestan, poi l’Asia orientale, attratta da stili di vita nomadi che sentiva più vicini alla natura dell’Europa industriale. Non era solo fascino esotico: fu testimone della sovietizzazione dell’Asia centrale, della trasformazione politica della Cina e dell’occupazione giapponese della Manciuria, consapevole di documentare un momento decisivo.

Parole e immagini

Per Maillart scrittura e fotografia erano complementari: le immagini mostravano persone e paesaggi, i testi davano contesto e riflessioni. È proprio questo dialogo che vuole evidenziare la mostra Ella Maillart. Photographic Encounters, allestita nel 2026 al Photo Élysée di Losanna.

Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

  • Photo Élysée

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