Floriano Bodini sulla mappa: un libro segue lo scultore nei luoghi delle sue opere
Curato da Sara Bodini con Anita Membrini e Lara Treppiede, è il primo censimento sistematico di monumenti, ritratti, vetrate e affreschi nel loro contesto
Non oggetti isolati ma presenze che prendono senso dagli spazi civili e religiosi. Presentato al Museo Civico della città natale dell'artista.
Di solito un catalogo d’arte elenca opere. Questo libro le colloca su una mappa. Curato da Sara Bodini con Anita Membrini e Lara Treppiede, è il primo tentativo sistematico di ricostruire la presenza dello scultore Floriano Bodini sul territorio italiano attraverso uno strumento visivo e narrativo nuovo. Il lavoro ha coinvolto musei, archivi, enti pubblici e collezioni private, oltre a specialisti di diverse discipline.
Opere e luoghi
La scelta di fondo è privilegiare il rapporto tra creazione e luogo. Monumenti pubblici, ritratti di grandi dimensioni, vetrate, affreschi e opere conservate nei musei compongono una geografia che va dalle grandi città ai centri più piccoli. In questa prospettiva le opere non sono entità autonome ma presenze che acquistano significato dal loro inserimento nell’ambiente, che sia uno spazio architettonico, civile o religioso.
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Gli strumenti
Il volume è corredato da apparati scientifici articolati: mappe, schede storico-artistiche e introduzioni che guidano il lettore nel territorio. Arricchiscono il racconto i contributi di Silvano Colombo, Laura Marazzi, Luca Pietro Nicoletti, Valentina Raimondo e Stefano Reduzzi, ciascuno con il proprio sguardo critico.
Una presentazione a casa
Il libro è stato presentato al Museo Civico dedicato all’artista nella sua città natale, occasione per proporre al pubblico questo nuovo modo di guardare la sua opera.
Un altro modo di leggere l’arte
Riportare le sculture nei loro contesti originari permette di cogliere un aspetto centrale del lavoro di Bodini: l’attenzione al dialogo con lo spazio pubblico e il coinvolgimento delle comunità. Invece di isolare i singoli pezzi come oggetti da vetrina, il progetto restituisce la complessità di un percorso creativo che si è definito nel confronto continuo con la realtà civile e religiosa dei luoghi. Per il lettore diventa anche un invito a viaggiare e a ritrovare quelle opere dove sono state pensate per stare.







