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domenica 18 Ottobre 2026
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Economia

Tralalero Tralala in tribunale: di chi sono i personaggi del brainrot nati con l’IA?

Dai meme italiani ai giochi da centinaia di migliaia di utenti, il caso di Tung Tung Sahur oppone Mementum Lab a Do Big Studios in California

📰Rassegna stampa
Tralalero Tralala in tribunale: di chi sono i personaggi del brainrot nati con l’IA?
Foto di repertorio · Shixart1985 · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

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Per lo studio i personaggi non appartengono a nessuno perché manca un autore umano. Per i creatori, chi guadagna deve dividere i ricavi.

Nel 2025 un fenomeno culturale inatteso ha invaso le piattaforme. Nato nelle comunità italiane di meme e diffuso poi in tutto il mondo, ha conquistato soprattutto la Generazione Alpha. Al centro ci sono creature assurde generate con l’intelligenza artificiale, fusioni di animali, oggetti ed elementi improbabili: Tralalero Tralala, Ballerina Cappuccina e molte altre, accompagnate da voci sintetiche e filastrocche in uno pseudo-italiano senza senso.

Un umorismo senza logica

Secondo la rivista Facta, si tratta di un linguaggio in cui non serve capire le parole né cercare un nesso logico tra immagini e audio. Quello che conta è riconoscere il personaggio e condividere l’assurdità. Un genere volutamente iperstimolante, che funziona come codice generazionale.

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Dal meme al mercato

Come spesso accade, il successo ha attirato il commercio: videogiochi, giocattoli, merchandising. Il gioco Steal a Brainrot, ispirato a questi personaggi, ha raggiunto centinaia di migliaia di utenti contemporanei. Ed è qui che è scoppiato il conflitto. Mementum Lab, società francese che rappresenta alcuni creatori originali, ha chiesto a Do Big Studios una licenza per usare Tung Tung Sahur, personaggio attribuito a un artista indonesiano conosciuto come Noxa. Davanti al rifiuto, la disputa è finita in tribunale in California.

Il nodo dell’autore

La posizione di Do Big Studios è netta: quei personaggi non appartengono a nessuno. Le creature generate dall’intelligenza artificiale non sarebbero proteggibili dal diritto d’autore perché manca l’elemento essenziale, un autore umano. Mementum Lab ribatte che chi ha ideato i personaggi deve partecipare ai guadagni del loro sfruttamento commerciale.

La causa va ben oltre il caso singolo. Tocca i fondamenti della proprietà intellettuale nell’epoca del machine learning: che cosa significa creare quando una parte del lavoro la fa una macchina, e chi ha diritto di guadagnare da un’idea nata tra un prompt e un algoritmo. La risposta dei giudici potrebbe pesare su un’intera economia di contenuti generati.

Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.

Fonti

  • Facta

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