Non tutto ciò che è trasparente va nel vetro: gli errori che rovinano il riciclo
Ceramica, pirex, cristallo al piombo e specchi non fondono come le bottiglie. Un solo frammento può compromettere un intero carico di rottame
Nella campana vanno solo gli imballaggi: bottiglie, vasetti e flaconi. Tutto il resto, anche rotto, va nell'indifferenziato.
Rigido, lucido, trasparente: sembra vetro, quindi lo buttiamo nella campana insieme alle bottiglie. È uno degli errori più diffusi e costosi della raccolta differenziata, che non segue criteri visivi ma merceologici molto precisi. Gli unici oggetti davvero riciclabili negli impianti pubblici sono gli imballaggi: bottiglie, vasetti e flaconi per alimenti, bevande e cosmetici.
La ceramica che non si scioglie
Il nemico numero uno è la ceramica. Piatti, tazzine e piastrelle sono fatti di silicati di alluminio cotti ad altissima temperatura, una struttura molto diversa dal vetro delle bottiglie. Quest’ultimo diventa una pasta fluida intorno ai 1.400 gradi, mentre la ceramica resta solida e finisce intrappolata come un sassolino nella nuova bottiglia. Basta una particella minuscola per creare un punto debole: quando il contenitore viene riempito di vino o acqua gassata, la pressione può farlo scoppiare proprio lì.
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Il pirex, troppo resistente
Il vetro borosilicato, noto come pirex, crea un problema simile per la ragione opposta. La sua resistenza agli sbalzi termici, quella che permette alle pirofile di passare dal congelatore al forno, dipende dall’aggiunta di boro, che alza molto il punto di fusione. Nei forni di riciclo un frammento di pirex non fonde e resta come una gemma solida. Secondo gli esperti, un solo pezzo in mezzo quintale di rottame può rendere inutilizzabile l’intero lotto.
Il piombo del cristallo
Calici eleganti e bicchieri decorativi devono la loro brillantezza all’ossido di piombo, che può arrivare al 24 per cento. È un metallo pesante tossico, rigidamente regolato. Se il cristallo entrasse nella filiera, rischierebbe di contaminare il vetro destinato agli alimenti e di far migrare piombo nei cibi.
Specchi e finestre
Anche il vetro piano di finestre e tavoli contiene additivi incompatibili con la produzione di imballaggi. Gli specchi sono ancora peggio: gli strati di argentatura e ramatura, scaldati, rilasciano vapori inquinanti e ceneri che alterano il bagno fuso e richiedono costose purificazioni.
Dove buttarli
La regola è semplice: ceramica rotta, cristallo, frammenti di specchio e pirex vanno nel secco residuo indifferenziato. Così restano fuori dalla filiera del vetro da imballaggio e non compromettono la qualità delle nuove bottiglie.







