La Discovery, la spedizione antartica dove nacque la rivalità tra Scott e Shackleton
Voluta da sir Charles Markham contro il parere della Royal Society, portò tre uomini senza esperienza oltre l'82° parallelo sud
Cani morti, scorbuto, un vento fortunato che salvò Shackleton e ingannò Scott anni dopo. E Edward Wilson, scienziato e artista.
Prima delle imprese più celebri, c’è una spedizione spesso dimenticata che tracciò la strada verso il cuore dell’Antartide: quella della nave Discovery.
Il mecenate testardo
A volerla fu sir Charles Markham, presidente della Royal Geographical Society, convinto che l’esplorazione polare fosse il miglior addestramento per gli ufficiali di marina in tempo di pace. La comunità scientifica non era d’accordo: la Royal Society voleva una missione puramente scientifica. Markham la spuntò con manovre politiche e scelse come comandante un giovane ancora sconosciuto, Robert Falcon Scott.
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Due caratteri opposti
Scott ed Ernest Shackleton partirono senza alcuna esperienza polare e non potevano essere più diversi. Scott era introverso, ansioso, segnato dai problemi economici della famiglia, e viveva l’esplorazione come riscatto e prova di virilità. Shackleton, ufficiale della marina mercantile, era estroverso e socievole, con un talento raro per le relazioni. Con Edward Wilson formavano un trio affiatato, anche se nessuno dei tre sapeva sciare, montare una tenda o guidare una slitta.
L’inferno sulla Barriera
Il viaggio diventò presto un incubo. I cani, nutriti con cibo avariato, si ammalarono e morirono uno dopo l’altro. Gli uomini dovettero avanzare con metà del carico, tornare a prendere il resto e ripartire. Sfiniti da scorbuto e fame, superarono comunque i record precedenti, spingendosi oltre gli 82° sud e scoprendo l’immensa catena transantartica. Al ritorno Shackleton crollò, vomitando sangue, e fu salvato da un vento da sud che accelerò il rientro. Quella fortuna ebbe un effetto perverso: anni dopo, nella spedizione Terra Nova, Scott ricordò quell’aiuto e sopravvalutò le probabilità di trovare venti favorevoli.
Nasce una rivalità
Il rimpatrio anticipato di Shackleton per motivi di salute poteva stroncargli la carriera, invece divenne un successo: tra interviste e articoli si fece volto pubblico dell’avventura. I rapporti con Scott furono buoni finché, nel 1907, Shackleton organizzò la sua spedizione Nimrod e piazzò la base nello stretto di McMurdo, che Scott considerava suo. La rottura fu definitiva. Intanto Wilson, che univa rigore scientifico e fede profonda, raccoglieva dati zoologici e dipingeva il continente: uno di quei comprimari che diedero alla missione la forza intellettuale e morale oltre l’eroismo dei comandanti.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Royal Geographical Society
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