La tessera fedeltà impara a prevedere: come l’IA cambia il rapporto con il cliente
Dalle Clubcard Challenges di Tesco a Sephora dentro ChatGpt e Walmart con Gemini, i programmi loyalty diventano memoria e conversazione
Due clienti spariti da tre mesi possono significare cose opposte. Gli algoritmi cercano di distinguerle, ma personalizzare deve voler dire meno rumore, non più pressione.
Per decenni la carta fedeltà ha fatto una cosa sola: contare. Si passava alla cassa, il sistema registrava l’acquisto, i punti crescevano. Un’analisi rivolta al passato. Con il machine learning e l’intelligenza artificiale predittiva la tessera comincia invece a stimare probabilità e a dare significati diversi allo stesso comportamento. Due clienti che non si fanno vedere da tre mesi possono raccontare storie opposte: per uno è il ritmo normale della spesa, per l’altro il segnale di un abbandono imminente. È su queste sfumature che lavorano gli algoritmi.
Il caso Tesco
Cambia anche il tipo di intervento suggerito. Nel Regno Unito Tesco ha lanciato le Clubcard Challenges, sfide personalizzate costruite sulle abitudini del singolo cliente. Non sconti diversi per fasce di pubblico: vengono adattati insieme il prodotto proposto, il tipo di incentivo e il meccanismo per ottenere il premio. Nel ciclo 2025/26 le sfide sono arrivate a 7 milioni di clienti, mentre oltre 9 milioni hanno ricevuto coupon e premi su misura. Nel trimestre successivo le combinazioni personalizzate hanno sfiorato i 100 milioni.
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Il commesso che ricorda
Nel negozio di una volta era il commesso a ricordare i gusti dei clienti e a suggerire abbinamenti. Online lo fanno i sistemi di raccomandazione, che combinano il comportamento della sessione, le caratteristiche dei prodotti e la storia del rapporto. La fedeltà aggiunge la memoria: l’algoritmo può collegare ciò che accade ora agli acquisti passati, alle promozioni accettate o rifiutate, ai premi riscattati. A marzo 2026 Sephora ha avviato un progetto pilota che porta il programma Beauty Insider dentro ChatGpt: si fanno domande a voce naturale e, collegando l’account, i consigli tengono conto di preferenze e vantaggi accumulati. Qualcosa di simile avviene con l’accordo tra Walmart e Google su Gemini, dove gli acquisti online e in negozio migliorano i suggerimenti.
Il limite della fiducia
Più potere di interpretazione porta più rischi: gli algoritmi non devono diventare uno strumento di pressione commerciale né creare discriminazioni tra clienti. Come sintetizza l’analisi, personalizzare significa ridurre il rumore, non aumentare la pressione. Servono criteri trasparenti, chiarezza su quando si parla con un sistema automatico e una protezione rigorosa della privacy. Senza fiducia, nessun rapporto commerciale dura.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Tesco, Sephora, Walmart, Google
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