Cody Ellingham e i danchi di notte: la solitudine dei grandi condomini giapponesi
Il fotografo neozelandese, autodidatta e studioso di letteratura giapponese, trasforma i complessi residenziali deserti in paesaggi onirici
Lunghe esposizioni, luci fluorescenti di finestre e corridoi, nessuna figura umana. Le sue immagini sono state esposte dall'Asia alla Nuova Zelanda.
Di notte, senza nessuno in giro, un enorme condominio può sembrare un’astronave abbandonata. È questa la sensazione che restituiscono le fotografie di Cody Ellingham, nato a Hastings nel 1991 e fotografo autodidatta.
Il metodo del buio
Ellingham lavora quasi sempre dopo il tramonto. Usa lunghe esposizioni e la luce artificiale delle città per ottenere immagini sospese tra sogno e straniamento. I suoi soggetti sono grandi complessi abitativi, strade silenziose, palazzi residenziali che appaiono al tempo stesso futuristici e decadenti. L’assenza di persone è la chiave: svuotato dalla presenza umana, lo spazio costruito diventa uno strumento per riflettere sulla memoria collettiva.
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Danchi Dreams
Il progetto più noto è Danchi Dreams, dedicato ai danchi giapponesi, i vasti complessi residenziali costruiti a partire dagli anni Sessanta per ospitare una popolazione che cresceva in fretta. Il fotografo li ritrae quasi deserti, con i soli bagliori fluorescenti di finestre e ballatoi a interrompere il buio, e ne ricava un effetto di profonda solitudine architettonica. La scelta non è casuale: Ellingham ha studiato lingua e letteratura giapponese all’università di Wellington, una formazione che gli ha dato gli strumenti culturali per leggere questi luoghi.
Un tema che attraversa i confini
Le sue opere sono state esposte in Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Nuova Zelanda e pubblicate da testate internazionali come The Guardian, Wired e CNN. Una circolazione così ampia dice che la riflessione sull’architettura urbana è una preoccupazione condivisa, soprattutto nei paesi in cui l’urbanizzazione rapida del passato ha lasciato in eredità grandi complessi che oggi fanno i conti con lo spopolamento. Nelle sue notti fotografiche, quei palazzi diventano monumenti silenziosi a un’idea di futuro che è già diventata passato.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- The Guardian, Wired, CNN
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