Si può misurare il dolore? I limiti delle scale e le sette condizioni che fanno soffrire di più
Dal numero da zero a dieci al McGill Pain Questionnaire. Nevralgia del trigemino, cefalea a grappolo, colica renale e le altre
Il dolore non corrisponde al danno e nessuno può entrare nella mente di un altro. Il caso del parto: una sofferenza che può avere un senso.
Il primo problema è concettuale: il dolore non coincide con il danno. Un’amputazione traumatica può far male sorprendentemente poco nell’immediato, mentre una nevralgia devastante non corrisponde a lesioni proporzionate. Per questo la medicina deve fidarsi di ciò che il paziente racconta, e ha costruito scale validate: dal semplice numero da zero a dieci al McGill Pain Questionnaire, nato negli anni Settanta, che esplora gli aspetti sensoriali, emotivi e di giudizio dell’esperienza.
Perché non si può fare una classifica
Confrontare dolori diversi è impossibile per due ragioni. Nessuno può stabilire chi, tra due persone, soffra davvero di più. E c’è l’«effetto soffitto»: se il dieci è già stato dato a una colica renale, non resta un numero per qualcosa di peggio. Così la ricerca non cerca il dolore massimo, ma individua le condizioni che la letteratura medica associa più spesso a una sofferenza estrema.
Pubblicità
Le condizioni più dolorose
La nevralgia del trigemino provoca scariche come scosse elettriche al volto, scatenate anche dal masticare o lavarsi i denti. La cefalea a grappolo concentra un dolore devastante intorno a un occhio, con attacchi ripetuti: chi l’ha provata insieme al travaglio la giudica peggiore. La colica renale, quando un calcolo blocca l’uretere, fa contorcere in cerca di una posizione che non esiste. La sindrome dolorosa regionale complessa, dopo traumi anche lievi, rende insopportabile perfino il contatto di un lenzuolo. Poi la pancreatite acuta e le ustioni, dove il dolore si rinnova a ogni medicazione.
Il parto
Varia moltissimo da donna a donna, da gestibile a estremo. Ma è l’unico che può far parte di un’esperienza desiderata e piena di significato. E il suo ricordo non si cancella: si ricostruisce, influenzato dal picco, dall’esito e dal senso che gli si dà.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- McGill Pain Questionnaire
- Letteratura medica sul dolore
Pubblicità







