Quando Warner provò a fare fumetti in Italia: la breve storia della Williams Inteuropa
Dopo l'addio della Mondadori ai supereroi DC nel 1970, una redazione in via Cornalia a Milano. Albi caotici, un «Mad» da premio e la chiusura nel 1976
Bonelli rifiutò i diritti, Fasani e Torelli li presero. Ferruccio Alessandri, i materiali in disordine dalla Svezia e una gestione che premiava le tirature, non le vendite.
Nella primavera del 1970 la Mondadori chiuse con i fumetti della National Periodical Publications, la futura DC Comics. Provò a cedere i diritti a Sergio Bonelli, che rifiutò, scottato da esperienze precedenti. Nel giro di un mese il vuoto fu colmato dalle Edizioni Inteuropa, fondate nel 1969 da Franco Fasani e Guglielmo Torelli e acquisite dal gruppo Warner attraverso la sua rete distributiva europea. Due imprenditori di famiglia editoriale: il primo figlio del tipografo Angelo Fasani, il secondo nipote dell’editore Tristano Torelli.
La redazione milanese
La direzione della Williams Inteuropa andò a Ferruccio Alessandri, titolare di una piccola agenzia pubblicitaria e traduttore dei fumetti King Features, scelto soprattutto per curare l’edizione italiana di «Mad», passata a Warner insieme alla DC. La sede era in via Emilio Cornalia, a Milano. In catalogo c’erano fumetti tratti dai cartoni animati (Stanlio & Ollio, Casper, Calimero), western e la rivista umoristica inglese «La Mezz’ora».
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Un’occasione sprecata
Nel 1971 tornarono i supereroi National, ma in albi da 32 pagine invece delle 48 Mondadori, tutti a colori ma senza alcun criterio editoriale. I materiali arrivavano, raccontava Alessandri, senza ordine e spesso rovinati, soprattutto dalle filiali svedesi; la cronologia saltava e capolavori come il Batman di Denny O’Neil e Neal Adams o la serie di Green Lantern e Green Arrow furono pubblicati male. Solo «Mad», curato da Alessandri quasi artigianalmente, ottenne riconoscimenti europei e i complimenti dell’editore americano William Gaines.
La fine
Dopo appena quattro anni il progetto europeo di Warner cominciò a crollare: i dirigenti erano premiati per le copie stampate, non per quelle vendute. Sovrapproduzione e perdite portarono alla cessione del marchio Williams nel 1976.
Sintesi della redazione di Lo Scrutinio sulla base degli articoli indicati qui sotto. Per il testo completo rimandiamo alle fonti originali.
Fonti
- Ricostruzione storica sull'editoria a fumetti
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