«Sister Act» torna a Milano «nuovo di zecca»: due Deloris e un messaggio controcorrente
Dopo gli 80mila spettatori del 2022, Chiara Noschese rimette in scena il musical con Gloria Enchill e la debuttante Speranza Tesoro
Soul, funk, disco e gospel, scenografie giganti e un tema antico: l'appartenenza. «In un'epoca in cui tutti vogliono diventare famosi in un attimo».
Nel 2022 lo avevano visto in 80mila. Ora «Sister Act» torna a Milano per una nuova lunga serie di repliche, con scenografie imponenti e una colonna sonora che passa da soul, funk, disco e pop fino al gospel. La regista Chiara Noschese, intervistata da Panorama, lo definisce «una bomba»: costumi e scene enormi, interpreti tra i migliori in circolazione, canzoni bellissime. Per lei è uno dei musical più belli che abbia mai diretto.
Una versione rinnovata
Il cast è in parte cambiato e con esso l’energia dello spettacolo: Noschese racconta di essersi adattata alle persone che aveva davanti, fino a parlare di una versione «nuova di zecca». Il ruolo di Deloris Van Cartier è diviso tra Gloria Enchill, già protagonista nel 2022, e Speranza Tesoro, al debutto nella parte. Con la prima è stato un lavoro di rifinitura; con la seconda, che non aveva esperienza del genere, si è ripartiti da zero.
Perché funziona
Il pubblico, secondo la regista, cerca uno spettacolo che faccia staccare dalla vita quotidiana: si ride, si ascoltano grandi voci, si vede qualcosa a cui vorremmo somigliare. «Sister Act», dice, va quasi contro l’attualità: racconta valori antichi come l’appartenenza e la sorellanza, che la protagonista scopre entrando in convento, mentre sui social tanti cercano di apparire e diventare famosi in un istante.







